Il treno è passato…

14 07 2008

“Fortunatamente io rispetto un regime di droghe piuttosto rigido, per mantenere la mente diciamo… flessibile”

 

 

Una metà di questo blog va in crisi di astinenza se non vede Il Grande Lebowski almeno una volta al mese.

Una metà di questo blog è arrivata ad affermare che Jeff Bridges è decisamente sexy nei panni di “Dude” (non vi azzardardate a chiamarlo Drugo…)

Una metà di questo blog voleva trascorrere le sue sudate vacanze esattamente a Louisville, Kentucky. E non per il pollo fritto, ma per il mega evento noto come Lebowski Fest.

Perché? Perché l’altra metà di questo blog fa regali “culturalmente pericolosi” come quello nella foto.

E adesso che il treno è passato, tocca aspettare il prossimo. Tanto il vestito da Walter è già in valigia!

 





Ferro e fuoco

27 10 2007

“Perché andare a teatro quando a casa il sonnellino posso farmelo gratis?”

 

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Le action figures? Roba da vecchi(e). Barbie? Preistoria. L’icona pop in miniatura quest’inverno è in crochet. Dal momento che quella scienza esatta (?) che è la meteorologia, prevede tempeste a go-go sullo Stivale, perché non recuperare i vecchi ferri della nonna, come suggerisce questo libro, e fabbricarsi un Che Guevara da mettere sul comodino, un Gandhi da sistemare su una mensola, una Madonna da appendere in bagno? O un Bush da usare come bambolina vodoo? (No, questo ancora non c’è, ma una volta che ci avete preso la mano potete anche improvvisare).

Se poi, come noi, vi cimentate con Mr. T ma proprio non vi riesce, potete sempre smembrarlo e farlo diventare una sciarpa. Sperando che non causi irritazione…





Ancora lui

12 09 2007

 

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Prima c’è stato “I Simpson e la filosofia”, e adesso questo. Pare che i nostri figli nell’ora di filosofia saranno interrogati anche sulla corrente del Politicallyuncorrettismo. Beati loro.





Tra parentesi

13 06 2007

“Siamo tutti umani… Questa me la scrivo”

 

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Anziché concentrarsi sui doveri della vita diurna, sPoPolamenti si è imbattuto per caso nel libro “Led Zeppelin Crashed Here. The Rock’n'Roll Landmarks of North America” e pagina dopo pagina i suddetti doveri sono andati in fumo…

Perché? Perché Mr. Chris Epting è il nostro nuovo guru. E non solo perché conosce il numero della stanza d’albergo dal cui balcone Keith Richards si perfezionava nel lancio del televisore, o perché è stato nello studio di registrazione in cui i Led Zeppelin hanno registrato “Stairway To Heaven“, o perchè conosce tutti i cimiteri e le case di riposo per rockstar sul viale del tramonto e ha una fissa per le copertine dei dischi…

Ma perchè ci ha fornito la seguente illuminazione: anche i libri possono avere un trailer

 

Meditate, gente, meditate.





C’è ancora da raschiare…

2 06 2007

“The storm has ripped the shelter of illusion from our brow. This power is no mystery to us now…”

 

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Giusto per mettere altra carne al fuoco, ecco l’ultima novità nell’universo Jeff Buckley: “Dark Angel – i testi di Jeff Buckley” a cura Giulio Casale e Luca Moccafighe. Un libro italiano che raccoglie tutti i testi di Jeff e celebra il decimo anno dalla scomparsa. Ma mammina lo sa?

 

Anyway, dalle note di copertina:

“Alla fine contano soltanto le canzoni e poco importa domandarsi cosa accadde veramente a Jeff Buckley quella sera del 29 maggio 1997. Ci resta invece la sua officina creativa, da Grace a Sketches e ancora oltre, un piccolo canzoniere ispirato da una cultura letteraria tutt’altro che superficiale dove sì intrecciano amore e morte, politica e religione, sogni e incubi: perché non si può cantare la Grazia senza aver prima conosciuto l’intero spettro del buio”.

 

Un solo commento: ma il titolo Dark Angel non fa troppo Jessica Alba???





Una strage annunciata

27 03 2007

“Allora, ero in ambulatorio -ubriaco – ho aperto il cassetto, ho chiuso gli occhi, ho preso la prima siringa che ho trovato e… ”

 

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I lunedì sera non sono più quelli di una volta da quando è terminata la-serie-numero-ho-perso-il-conto di E.R., da quando non si può guardare la registrazione (rigorosamente su VHS) della puntata di House del venerdì precedente, da quando in TV sono apparsi polpettoni medici all’italiana e si sono dilatati i dilemmi esistenziali dei medici di Grey’s Anatomy (di cui sPoPolamenti non riesce a diventare dipendente).

Per ammazzare la noia, siamo passate all’azione e abbiamo deciso di provare la demo di “E.R. il gioco“, per diventare un borsista al primo anno, provare l’ebbrezza di salvare una vita umana, fare qualche trecheotomia al volo e magari incontrare il buon Dr. Ross (George, quando c’eri tu era tutta un’altra storia!).

Ma più che zelanti medici in prima linea, sembravamo parenti pestiferi dei novellini di Scrubs: sedie a rotelle distrutte, politiche ospedaliere ignorate, ferite non suturate, pazienti abbandonati, infermiere investite e morti dappertutto. Insomma, una strage annunciata. E del Dr. Ross neanche l’ombra!

La medicina, ovviamente, non fa per noi. Ma a chi volesse fare pratica prima di proiettarsi nel pronto soccorso virtuale, il fato benevolo dà una mano: I casi del Dr. House di Andrew Holtz (Sperling & Kupfer), casi impossibili sezionati e illustrati nel dettaglio. 

Noi, per quanto ci riguarda, proveremo con il lavoro a maglia…





Cara Courtney, forse avevi ragione tu…

19 02 2007

“Hey, wait, I’ve got a new complaint. Forever in debt to your priceless advice…”

 

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Questo è un post di scuse.

Nei gloriosi anni del grunge, il 50% di sPoPolamenti adorava i Nirvana ma snobbava Courtney Love e la riteneva una sorta di Madonna inacidita le cui provocazoni più che scandalizzare facevano sorridere (pur non avendola mai paragonata a Yoko Ono). Sempre lo stesso 50% di sPoPolamenti considerava la signora Cobain decisamente incoerente e piuttosto banale quando rilasciava commenti al vetriolo su quasi tutti i paladini della scena di Seattle (compresi i compagni di squadra del defunto coniuge).

A quasi quindici anni  di distanza, quello stesso 50% prendendo atto con amarezza che i suddetti paladini hanno predicato bene e razzolato male, diventando la fotocopia sbiadita di ciò che erano nei giorni di gloria (vero, Chris Cornell?), si è dovuto ricredere sulla signora Love ed è giunto alla conclusione che nella sua estemporaneità la signora aveva ragione, che era lei la vera regina del grunge e l’unica coerente con se stessa, anche adesso che quei giorni sono ormai un lontano ricordo.

In onore di questa “pacificazione” sPoPolamenti nella sua totalità è fiero di essersi imbattuto nell’autobiografia di Courtney, una raccolta di appunti, poesie, foto, dal titolo illuminate: Dirty Blonde. La quarta di copertina promette di svelare i segreti di “una delle più forti icone pop”.

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