Pausa pranzo

26 02 2008

 

“Sarei diventato amico di Stalin se avesse avuto un tavolo da ping-pong”

 

Tra i tanti altri interrogativi che ci tormentano il cervello – tolto il perché Javier Bardem ha vinto un Oscar come miglior attore non protagonista quando di fatto è il protagonista di “No country for old men“, o il perché Baudo non decide una volta per tutte di andare a condurre il Festival su un’isola del Pacifico, o ancora il perché la NBC ha ordinato altri episodi di “Lipstick Jungle” dal momento che nessuno lo vede – ce n’è uno che proprio non ci fa dormire…

Che cavolo è questo???

 

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Brainpan & Pud presentano…

6 02 2008

 

“Sarai anche stato in Thailandia, Doc, ma io sono stato a Tallahassee… Diciamo che qualcosa bruciava e non era colpa del sole”.

 

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Il Sawyer’s Nickname Generator , invece, proprio non ve lo potete perdere…





La cruda verità…

11 11 2007

 

“Would it be enough for your teenage lust / Would it help to ease the pain? Ease your brain?”

 

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La cruda verità è che siamo rimaste insesorabilmente adolescenti dentro, ma soprattutto che siamo delle “geek” (o “nerd“, come preferite) senza speranza. La provocazione è arrivata via internet con il “The Almost-Impossible Rock & Roll Quiz” della rivista Rolling Stone. La preoccupazione è arrivata, invece, con la consapevolezza di conoscere le risposte alla maggior parte delle domande “quasi-impossibili”. Senza barare e senza affidarci al Fattore C.

 

Improvvisamente sentiamo l’impulso di andare in palestra a fare innumerevoli serie di irripetibili esercizi su fantascientifici macchinari. Peccato che è domenica…





Ferro e fuoco

27 10 2007

“Perché andare a teatro quando a casa il sonnellino posso farmelo gratis?”

 

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Le action figures? Roba da vecchi(e). Barbie? Preistoria. L’icona pop in miniatura quest’inverno è in crochet. Dal momento che quella scienza esatta (?) che è la meteorologia, prevede tempeste a go-go sullo Stivale, perché non recuperare i vecchi ferri della nonna, come suggerisce questo libro, e fabbricarsi un Che Guevara da mettere sul comodino, un Gandhi da sistemare su una mensola, una Madonna da appendere in bagno? O un Bush da usare come bambolina vodoo? (No, questo ancora non c’è, ma una volta che ci avete preso la mano potete anche improvvisare).

Se poi, come noi, vi cimentate con Mr. T ma proprio non vi riesce, potete sempre smembrarlo e farlo diventare una sciarpa. Sperando che non causi irritazione…





We all live in a yellow submarine…

6 05 2007

“And our friends are all on board / Many more of them live next door / And the band begins to play…”

 

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Se amate i Fab Four, odiate la doccia e non avete più l’età per le paperelle di gomma, Yellow Submarine Bath Radio sarà il vostro prossimo oggetto del desiderio. Al posto delle bolle ci saranno le note del singolo del momento e gli odiati tormentoni dell’estate, ascoltati sott’acqua, subiranno inattese dilatazioni di significato. In più, portata in vacanza, farà ballare i pesciolini di laghi, mari e oceani…





se siete già in crisi d’astinenza…

3 05 2007

…per il prossimo week end potete prenotare qui.





Pensieri ad accesso casuale

16 04 2007

“Può sembrare che non sto facendo niente, ma in realtà a livello cellulare sono abbastanza occupato”

 

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Una nuova settimana inizia con tanti dubbi e qualche certezza.

 

Dubbio n. 1: Era inevitabile che prima o poi Madonna prendesse a bordo Justin Timberlake e lo assoldasse per lavorare al suo nuovo album. La domanda è: perchè tutti vogliono Justin? Qual’è il suo rivoluzionario apporto al mondo delle sette note a parte mettere in pentola Jackson 5, hip-hop e movimenti di bacino e portare tutto a ebollizione? E soprattutto perché le nostre umili orecchie non riescono a percepirne la “grandezza”?

Dubbio n. 2: Ci interessa davero sapere se l’eccessiva perdita di peso di Courtney Love sia dovuta alla rigorosa dieta macrobiotica o al bendaggio gastrico? E ci dovremmo stupire del fatto che tutti avevano davvero creduto a Keith Richards quando ha detto di essersi sniffato le ceneri del defunto genitore?

Dubbio n. 3: C’è davvero qualcuno che comprerà le action figure di Jon Bon Jovi e Richie Sambora?

Dubbio n. 4: Fergie dei Black Eyed Peas si è sentita lusingata dalla cover di My Humps (con tanto di video) fatta da un’ironica e irriverente Alanis Morissette e le ha mandato un bilgietto di ringraziamento. Sarà sincera?

Dubbio n. 5: Se dovessimo diventare le nuove fidanzate di Wentworth Miller dovremmo chiudere anche noi questo blog come è successo alla sua ultima, fortunata, fiamma costretta a “cancellare” la sua presenza sul web causa invasione di fan inviperite?

Dubbio n. 6: C’è una cura per disintossicarsi dall’avida lettura degli spoiler sul “devastante” finale della serie 3 di Lost?

 

Certezza n. 1: a meno che non ci si presenti in sogno Elvis Presley con la combinazione vincente del superenalotto, noi dal 3al 5 agosto non andremo a sgranocchiare popcorn sotto il palco (o i palchi) del Lollapalooza, ma probabilmente rimarremo ad abbrustolisrci su qualche spiaggia nostrana  verdi d’invidia per chi si gode i Roots e gli Sparklehorse (vabbè, anche un po’ i Pearl Jam).

Certezza n. 2: in fatto di celebrities e di stabilire chi-è-più-famoso-di-chi, senza una precisa formula matematica di riferimento, siamo delle schiappe, come dimostrano i punteggi ridicoli ottenuti a Famousr? il quiz del momento (!?!). Provare per credere.





Una strage annunciata

27 03 2007

“Allora, ero in ambulatorio -ubriaco – ho aperto il cassetto, ho chiuso gli occhi, ho preso la prima siringa che ho trovato e… ”

 

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I lunedì sera non sono più quelli di una volta da quando è terminata la-serie-numero-ho-perso-il-conto di E.R., da quando non si può guardare la registrazione (rigorosamente su VHS) della puntata di House del venerdì precedente, da quando in TV sono apparsi polpettoni medici all’italiana e si sono dilatati i dilemmi esistenziali dei medici di Grey’s Anatomy (di cui sPoPolamenti non riesce a diventare dipendente).

Per ammazzare la noia, siamo passate all’azione e abbiamo deciso di provare la demo di “E.R. il gioco“, per diventare un borsista al primo anno, provare l’ebbrezza di salvare una vita umana, fare qualche trecheotomia al volo e magari incontrare il buon Dr. Ross (George, quando c’eri tu era tutta un’altra storia!).

Ma più che zelanti medici in prima linea, sembravamo parenti pestiferi dei novellini di Scrubs: sedie a rotelle distrutte, politiche ospedaliere ignorate, ferite non suturate, pazienti abbandonati, infermiere investite e morti dappertutto. Insomma, una strage annunciata. E del Dr. Ross neanche l’ombra!

La medicina, ovviamente, non fa per noi. Ma a chi volesse fare pratica prima di proiettarsi nel pronto soccorso virtuale, il fato benevolo dà una mano: I casi del Dr. House di Andrew Holtz (Sperling & Kupfer), casi impossibili sezionati e illustrati nel dettaglio. 

Noi, per quanto ci riguarda, proveremo con il lavoro a maglia…