Tutto quello che VOLEVATE perdervi ma… avete visto perché This is the end, my friend

23 06 2010

 

 

Ci avete provato. Seriamente. Avete tentato in tutti i modi di negare l’evidenza. Avete voluto prolungare l’attesa, il dolore, la sofferenza. Anche perché al supermercato vicino casa avevano finito le scorte di Kleenex. Volevate evitare commozione e scazzi, tormenti ed estasi, e lasciare che l’estate con il sole e il mare cancellasse quel pensiero, lasciandovi tutto l’autunno per rivedere in loop sei stagioni prima di far calare il sipario. Invece… Invece l’estate non è mai arrivata, i mondiali non riescono a distrarvi e il World Wide Web non si può evitare per sempre. Per cui, in ritardo rispetto al mondo, con una scorta di Pringles e fazzolettini di carta, avete dato inizio alla fine…

 

S06E17-18 – The End

 

S06E77-18 – The End

 

Parte I

In un giorno di sole, all’aeroporto degli aeroporti sbarca la salma del disperso Chirstian Shepard. Ad attenderla c’è l’indaffarato Desmond che la spedisce direttamente in chiesa, incalzato dalle domande della fuggiasca Kate. Vuole sapere chi è il cadavere, ma il nome Pastore Cristiano non la convince. Aniz, la diverte un mondo. Fratello Desmond non ha tempo per i giochi di parole: bisogna andare al concerto dell’anno, perché la partenza è vicina. La meta? Attendere con fiducia…

Sull’Isola dei Misteri Capitan Sawyer chiede a Dr-Jack-Novello Jacob se si sente diverso ora che è il prescelto. Il pensieroso dottore non accusa sintomi di improvvisa santità, ma poi spiega al gruppo che bisogna proteggere la luce, il cuore dell’isola, come ha fatto Yoda-Jacob (courtesy of Hurley), mentre il concreto guerriero biondo pone la spinosa questione da risolvere: Desmond nel pozzo.

A Los Angeles, il Magnate del Pollo Hurley nel suo macchione giallo, in compagnia del silente Sayid, va a fare visita a Fattone Charlie. La riluttante rockstar non ne vuole sapere del concertone dell’anno, ma l’intrepido Hugo lo stende con una freccetta ricolma di sonnifero e lo carica sullo sgargiante veicolo. Sayid pensa che se avesse usato le stesse freccette in tutta la sua onorata carriera avrebbe la coscienza più leggera. Ma potrebbe anche essere morto per subitanea vendetta.

Sull’Isola si continua a discutere sulla missioncina. La dubbiosa Kate si chiede perché il suo dottorino preferito si sia offerto volontario a sostituire San Jacob. Lo zelante dottore dice che non gli era rimasto nient’altro da fare, ma l’ex amata gli lancia un amo: niente è irreversibile. Troppo tardi, il Novello Jacob non abbocca. Intanto Stella Solitaria Sawyer si lancia alla ricerca del perduto Desmond, ma sul suo cammino incrocia Non Locke e il suo fedele servitore Ben. Nessuno sa dove sia Brotha. Ma bisogna trovarlo, perché solo lui può distruggere l’isola e liberare tutti (Parola di Farlocke). Sicuro? Non ci sono più candidati, il che significa… (Parola del Biondo)

Brotha, in effetti è vivo e vegeto, amorevolmente accudito dai redivivi Rose, Bernard e Vincent, tre cuori in affitto nella simpatica casetta nella prateria. Gli infermieri, tuttavia, gli chiedono di sloggiare appena si sarà ripreso, perché ne hanno piene le scatole dei drammi isolani. Come dargli torto? Peccato che la loro quiete sia interrotta dal segugio Farlocke che reclama la sua “arma” umana. Fratello Desmond, senza scomporsi, si affida al Gran Pelato, lasciando i due sposini a vivere felici e contenti. Sawyer, intanto, fa ritorno al quartier generale del team New Jacob ed espone la situazione. Dr. Jack continua a mostrare una calma “divina”.

Intanto in un altro punto dell’isola il sempreverde Richard Alpert si riprende dal salto mortale con doppio avvitamento fattogli fare da Fumo-Locke (e anche questa volta il mascara ha tenuto perfettamente!) e ritrova Ghost-Whisperer-Miles che lo coopta per la loro mai dimenticata missione: distruggere l’aereo Ajira.

Di nuovo a Los Angels, Hutch-Miles vede Sayid in compagnia di Sor Hugo e telefona al suo fedele Starsky Sawyer per allertarlo e andare a controllare la vittima coreana. All’unico ospedale di Los Angeles la Corea riceve l’ambasciatrice americana per l’infanzia, la dottoressa Juliet che fa la prima ecografia. Lacrime, flash. Ricordi, lacrime. Consapevolezza. Lingua inglese. Jin e Sun sorridono e se ne vanno, contro il parere medico, verso una meta nota solo a loro. In un altro reparto, Dr. Jack spiega a Locke la procedura chirurgica a cui sarà sottoposto.

Di nuovo sull’Isola, qualcosa di strano accade… Il sempreverde Alpert scopre il suo primo capello bianco. Allarme rosso? Niente panico. Per il momento ce la fa ancora a remare come un provetto canottiere e arrivare all’Isola B. Non dopo aver effettuato il salvataggio del gallegginate Frank Lapidus, miracolosamente scampato all’ecatombe del sottomarino e agli squali Dharma. E già autore di un nuovo piano: dimenticarsi di far saltare l’aereo e tentare di rimetterlo in volo. Se un pilota è arrivato al series finale, tanto vale usarlo!

Nall’isola A il Team Farlocke incontra il Team Jack, ma senza spargimenti di sangue. Non-Locke è divertito dalla prevedibilità del Nuovo Jacob. Che, tuttavia, gli promette una morte subitanea.

Nel solito ospedale di Los Angeles, Dr. Jack scambia ironiche battutine con Dr. Juliet, sua ovvia ex moglie e genitrice del bruttino David. Che deve essere accompagnato al concerto dell’anno e non vuole essere deluso dai suoi vecchi. Di sfuggita passa Starsky-Sawyer che non riconosce nessuno.

Mentre i due schieramenti opposti passeggiano per la giungla dei misteri, Non-Locke palesa il suo piano: a proseguire verso la fonte di luce devono essere solo Desmond e Jack. Per tutti gli altri… l’isola finisce lì. I tre finalisti si avviano al tunnel e, mentre tutti sperano che Dr. Jack con un calcio ci spedisca dentro Farlocke, è Desmond che conduce i giochi. Sarà lui a domare la luce, perché lui sa: quello p il passaggio a un posto dove il volo Oceanic non è mai caduto e tutti sono felici e contenti. Ma Nuovo Jacob sentenzia: quello che è accaduto è accaduto. Niente può cancellarlo. Amen.

Ma a Los Angeles continuano gli strani incontri. Nella sua sobria macchinetta Hurley e Sayid giocano a fare i guardoni. In un vicolo un uomo e una donna litigano. Sayid attiva la modalità pronto soccorso e salva la donzella, che altri non è che la petulante Shannon. Flash. Lacrime. Ricordi. I due si lanciano in un profondo french kiss. Alla faccia di Nadia e alla faccia (sanguinante) dell’inutile Boone che va da Ciccio-Hurley a confermare: missione compiuta.

Sull’Isola B Sheena-Claire accoglie i tre della canoa con la solita serie di spari random. Le viene offerto un biglietto di sola andata per la Città degli Angeli, ma la bionda soldatessa declina l’invito.

Alla Fonte di Luce, Frtello Desmond subisce la sua prima delusione. La luce non o rasporta da nessuna altra parte. Forse c’è qualcos’altro da fare. Farlocke schernisce ad alta voce il precedente possessore del suo corpicino, ma Dr. Jack gli dice di pulirsi la bocca prima di nominare John Locke.

Dr. Juliet, in procinto di portare pargolo e cognata sconosciuta al concerto dell’anno, riceve la puntuale chiamata dell’ospedale e abbandona la scena. Nel backstage il bell’addormentato Charlie è risvegliato dalla rossa Charlotte. Frasi da rimorchio ma nessun riconoscimento. Ci prova anche il pianista Daniel Widmore, ma la rossa proprio non ricorda. Brutto anatroccolo David e Zia Claire si siedono al tavolo 23 con il sorridente Desmond e la confusa Kate. E mentre la band, presentata da Marvin Candle-Chang comincia a suonare, Aaron comincia a pogare. È l’ora delle contrazioni. Claire va alla ricerca di privacy, ma Kate, senza apparente motivo la segue sotto lo sguardo compiaciuto di Fratello Desmond.

Alla fonte luminosa Desmond ha un’altra idea. Togliere il tappo di pietra che tiene accesa la luce. Che il buio consenta il trasporto a un’altra dimensione, quella della felicità? Neanche per sogno. Il risultato è un bel terremoto. Farlocke sghignazza vittorioso ma il Jack Furioso lo atterra con un destro. Farlocke sanguina… a quanto pare il terremoto ha scoperto il suo tallone d’Achille. Dopo un po’ di zuffa e qualche colpo al dottore, capita l’antifona, Farlocke se la dà a gambe.

Nel backstage del concerto dell’anno Claire sta per scodellare Aaron assistita dall’ostetrica Kate e dal curioso assistente Charlie. In ordine d’apparizione cominciano i flash. E cominciano i ricordi. Kate ricorda il parto di Claire sull’isola. Charlie ricorda la testolina bionda di Aaron e il burro d’arachidi. Claire ricorda il fattone Charlie. È tutta una festa di lacrime e baci. Tutti hanno capito, in particolare l’illuminata Kate. Ha capito qualcosina anche la signora Widmore, meglio nota come Eloise, che s’informa sulla sorte dell’amato figlioletto pianista. Fratello Desmond la rassicura, ancora non è il suo momento. Picchiatello Daniel non parteciperà alla gita.

Sull’Isola dei misteri la terra continua a tremare e la pioggia a cadere. Cade anche un albero che si schianta sulle gambe del pusillanime Beniamino. I suoi avversari tentano di aiutarlo. E scoprono anche un bel walke talkie. All’atro capo il fradicio steward Miles avvisa: alzate le chiappe e fiondatevi sull’Isola B. Si parte tra un’ora. L’intontito Dr. Jack, invece, si lancia nella fonte della luce, per cercare Fratello Desmond, ma Brotha non risponde…

 

Parte II

Con la consueta aria serafica, Farlocke indugia sull’orlo del precipizio osservando la barca che lo porterà all’avventura nel mondo, quando arriva il nostro eroe senza macchia e senza paura, e gli si lancia addosso con una mossa plastica che manco Buffon quando gioca a Bruce Lee. Segue epico combattimento fra tempeste, tsunami e terremoti. Mentre pezzi di isola precipitano contribuendo all’innalzamento del livello dei mari, il perfido Fumo sfodera l’amato pugnale e colpisce Jack in un punto che non sembra guaribile con il kit da cucito che porta sempre con sé nello zainetto. “Voglio che tu sappia che sei morto per niente!”, infierisce il malefico, col pugnale a un passo dalla giugulare (e causante piccolo taglio sulla sinistra del collo…). Ma la Kate che ci piace gli pianta una pallottola nella schiena, al grido di: “L’ho conservata per te!”. Mitica. “È troppo tardi”, geme il funesto prima che Jack lo scaraventi giù dalla scogliera.

Col suo misterioso taglietto sul collo, il dottor Shepard ha fatto un altro dei suoi miracoli. Il paziente si sveglia dall’anestesia a tempo di record e muove le dita dei piedi. Ci manca solo che si alzi dal letto e cominci a ballare Waka Waka mentre l’infermiera suona la vuvuzela. Jack si complimenta con se stesso mentre John ha le visioni di lui su un’isola che muove le dita dei piedi, lui su un’isola che insidia un ragazzino nero, lui sull’isola che fa il burlone con le fette di mango… Anche Jack vede qualcosa: un pozzo, lui e il paziente miracolato che ci guardano dentro… “lo sapevo che non mi dovevo fumare quella roba che mi ha dato Claire, pensa, e si congeda: “Vado da mio figlio”. “Tu non hai un figlio. E comunque, vorrei che qualcuno facesse a te quello che tu hai appena fatto a me”, lo saluta John.

Lo sparuto esercito del bene raggiunge i nostri eroi sulla scogliera. “Locke è morto. It’s over”, li aggiorna Kate, ma l’isola continua a tremare e crollare. Qualcosa non torna.

Il detective Ford va in ospedale per offrire protezione a Miss Paik, ma la trova guarita e molto sorridente. Anche Mr Kwon è molto sorridente. Sorridendo sorridendo, i due se ne vanno, rifiutando la protezione. “Ci vediamo lì”, dice Jin sorridendo. “Dove?”, chiede James, “e se vengo mi darete un po’ di quella roba che vi rende tanto sorridenti?”

Sull’Hydra fervono i lavori. L’aereo è un catorcio, ma con un po’ di scotch si aggiusta tutto, ricordatevelo la prossima volta che l’elettrauto vi chiede 1000 euro per quel problema al carburatore. Intanto, Kate si chiede cos’è che non torna. “Desmond ha spento qualcosa e io devo riaccenderlo”, spiega jack dal suo letto di dolore. Tutto chiaro. “Voi comunque andate, che sennò vi lasciano a piedi”. Momento dei saluti struggenti: stretta di mano virile ma ammantata di malcelati affetto e commozione Jack-James, lacrime e ti amo, ti amo anch’io Jack-Kate. Ben e Hugo restano. Il cordiale Lapidus al walkie talkie: “fra dieci minuti si parte, chi c’è c’è”. James: “Son of a bitch! Tuffiamoci, Kate, che sarà mai, saranno un cinque/seicento metri di rocce aguzze”. “ok”.

Colto da repentina fame chimica, il detective Ford si fa indicare la macchinetta degli snack da un dottore di passaggio – ehi, Doc, dov’è che ci siamo già visti?. Ovviamente, la barretta Apollo si blocca, ma arriva una bella dottoressa bionda con il segreto: stacca e riattacca la spina. L’aitante cop esegue, facendo saltare la corrente in tutto l’ospedale, ma in compenso “it worked”, dice la dottoressa porgendogli la barretta. Sfioramento di mani e… casette in mezzo al bosco e girasoli e vestiti hippie e baci e lacrime e dovremmo prenderci un caffè e sangue e violini e Kiss me James, You got it, blondie!

Intanto Jack riesce ad arrivare al concerto, che però è finito. “It’s over”, lo informa una tipa dal vestitino striminzito. “Ehi, dove ci siamo già visti?” “Ma sull’oceanic 815, che domande!” “Giusto, che domande! Chi altro c’era su quell’aereo, a parte tutti quelli che incontro? Osama Bin Laden? Spiderman? Fidel Castro? Marco Mengoni? Ma a parte ciò, è solo lì che ti ho già vista?” “Certo che no!” dice la strafiga, e lo tocca. Isole, sguardi languidi, baci… “Mi sei mancato tanto!”, ma come al solito l’uomo di scienza che è dentro Jack rifiuta l’imponderabile, e non si abbandona alla gioia dei bei ricordi. “che succede, chi sei, chi sono, dove sono?” “Vieni con me e sarà tutto chiaro!”

Jack, Hugo e Ben arrivano a quello che resta della fonte di luce. Jack: vado a sacrificarmi per il bene dell’isola e dell’umanità. Hugo: No! Così morirai! Jack: Ma mi hai visto? Sono già più di là che di qua! Hugo: E poi chi proteggerà questa cazzo di isola? Jack: E secondo te? Hugo: Io? Nooo! Jack: Oh sì invece. Ben, passami un bicchiere, una tazza, una scodella… Ben: Va bene questa bottiglietta Oceanic che ha visto tempi migliori? Jack: Perfect. Tieni, Hugo, bevi quest’acqua fangosa che solo a guardarla ti piglia la salmonella. Hugo: E vabbè. Jack: Now you’re like me. Hugo: Evviva.

Jack si cala nella caverna magica, e trova desmond, prima svenuto e poi disperato, che pensava che togliendo il tappo sarebbero tornati tutti a casa, e invece no. Devo rimettere il tappo! No, ci penso io, fa Jack. No, devo farlo io che c’ho il superpotere di resistere all’elettromagnetismo! No Desmond, vai, torna a casa, fai una carezza al tuo bambino e soprattutto see you in another life!

Sawyer e Kate arrivano all’Hydra e trovano Claire seduta sulla spiaggia a godersi lo spettacolo dell’isola che crolla tutta. Dai Claire, lo sappiamo che è meglio del cinema, ma vieni con noi, Aaron aspetta la sua mamma, non sai quanto s’è fatto bell… ehm, intelligente! No, non ci vengo con voi, ma mi avete vista? Non posso andare da mio figlio pazza come una zucchina, e con questi capelli poi! Non preoccuparti Claire, ti aiuterò io, che oltre che gattamorta, pistolera, seguitrice di tracce di cinghiale, golfista, infermiera, fisioterapista, carrozziere, parrucchiera, sono anche psichiatra! Va bene, vengo. L’aereo sta decollando, ma come in ogni opera di fiction che si rispetti bisogna fermare le macchine per i passeggeri dell’ultimo secondo. E finalmente, su una pista di dieci metri, l’aereo tenuto insieme da superattack e alimentato ad acquasanta, decolla. Tutto mentre Jack, soffrendo e smadonnando, rimette il tappone al suo posto. Tornano acqua e luce. Hugo e Ben tirano su la corda, ma al suo posto risale Desmond. Hugo lo rivede con grande gioia: “Desmond? Noooooo!!! Jaaaack!!!”

John arriva alla chiesa (? O qualunque cosa sia), nel giardino incontra Ben in meditazione. “Hallo. È qui la festa? Sono già tutti dentro?” “Quasi tutti. Oh, comunque mi dispiace per quello che ti ho fatto. Ero invidioso perché eri speciale, e io quelli speciali li impicco” “tranquillo ti perdono. Che fai, entri?” “No, ho ancora qualcosa da fare, semmai vi raggiungo per il dessert. E, John, che ne dici di liberarti di quella sedia?” “Ah già”. John si alza e cammina garrulo.

L’ingresso della grotta è tornato luminoso fiorito e colorato, ma Hugo non è molto contento. “E mò che faccio?”. Ben, nella sua nuova versione buono e saggio, glielo dice lui che deve fare: “Quello che sai fare meglio: prenderti cura delle persone. Intanto, fai tornare Desmond a casa” “Ma non posso! Nessuno può andarsene dall’isola!” “Ma và. Vorrai mica seguire la politica di quel michione di Jacob, hai visto com’è andata a finire?” “Hai ragione. Vuoi farmi da vice, Ben?” “Ne sarei onorato!”, risponde Ben, che finalmente può coronare il suo sogno di fare il vice-guardiano di isole magiche.

Ben è ancora lì a meditare sulla panca. Hugo si affaccia, ehi dude, che fai, non entri? No, sto ancora un po’ qui, è una bella serata. Come vuoi, comunque sappi che sei stato un gran bravo numero 2. Grazie! Tu sei stato un ottimo numero 1!

Arrivano nel frattempo i ritardatari Jack e Kate. “Sai dove siamo, Jack?” “certo che sì. Qui è dove si deve fare il funerale di mio padre” “Esatto, ma non solo. Entra dal retro, ti aspetto dentro”. Jack ubbidisce. In una curiosa pseudo sacrestia piena di simboli di tutte le religioni conosciute e non, c’è la bara di papà che, al tocco della mano, provoca visioni di occhi che si aprono, aerei in fiamme, salvataggi di donne incinte e di tossicomani impiccati, e grotte, e John, e Sawyer, e Kate in un delfinario Dharma, e baci e conta fino a cinque… La bara, comunque, è vuota. “Ciao figliolo!”. A jack non viene un coccolone, come sarebbe normale per chiunque venga così apostrofato dal padre morto mentre ha flash di un’altra vita. “Ehi papà, ma tu non eri morto?” “Certo” “E allora che ci fai qui?” “E tu, son, che ci fai qui?” “Cos’avrà voluto dire? Non sarò mica morto anch’io?!” “Alla buon’ora son, sei sempre stato de coccio, ma stavolta hai battuto in ottusaggine pure Boone!” “Vabbè, ma spiegami un po’ ‘sta storia. Sei reale? Sono reale? I miei amici là fuori, sono tutti morti? Quando? Dove? Come? Perché?” “Tutti muoiono, prima o poi, son. Tutto quello che è successo è reale, e questo è un No now, No here che avete creato per ritrovarvi e brindare ai bei tempi che furono, prima di andare avanti” “E dove andiamo?” “Scopriamolo insieme!”

Nella “chiesa”, il funeral party è in pieno svolgimento. Baci, abbracci e volemose bbene. Tutti pronti per passare oltre. Pastore Cristiano apre la porta. Luce bianca e sorrisi beati.

Jack arriva nel canneto. Una scarpa da ginnastica che un tempo era bianca pende da un ramo. Si accascia a terra. Vincent si sdraia accanto a lui. L’aereo Ajira passa sopra di lui. Un silenzioso e sorridente saluto ai compagni di tante avventure. Un occhio che si chiude. (E i nostri occhi che si riempiono di lacrime).

The End

 

LOST


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