
Vivete in una città italiana anche se a volte vi sembra di essere nel cuore del Sud-Est Asiatico. E quei supermercati che pullulano di volantini e immaginette sacre, di assembramenti di connazionali ciarlieri e di individui incappucciati che piantonano le cabine telefoniche superstiti dell’isolato, donano un tocco di colore alle vostre giornate. Finché notate uno strano movimento di forze dell’ordine e vi affacciate alla finestra convinte di assistere alla scoperta di una cellula super-segreta di Al Qaeda.
Poi, all’improvviso, un lampo: Exposé! Vi fiondate a prendere il telecomando, ma implacabile risuona la sigla del TG2…
S03E13 – L’uomo di Tallahassee
S03E14 – Exposé
S03E15 – Abbandonate
S03E13 -L’uomo di Tallahassee
Flashback del giorno. Un ormai quasi pelato Locke discute con un’annoiata impiegata che gli nega il sussidio di invalidità. Deluso ma nemmeno tanto, Locke se ne va sulle sue gambe. L’invalidità era solo per depressione. Tornato triste e solitario nella sua stanzetta umida, riceve la visita di un certo Peter Talbot, che gli chiede notizie del suo rene, poi gli racconta che il beneficiario del trapianto sta per sposare la sua ricca mamma, e lui ha qualche sospetto che il fatto che sia tanto ricca non sia proprio l’ultimo dei motivi per cui Adam Seward (un tempo conosciuto come Anthony Cooper) intende convolare. Locke congeda l’ospite con la credibilissima bugia di aver fatto una donazione di rene anonima. Poi va dal simpatico papà e lo minaccia di raccontare le sue malefatte se non lascerà mamma ricca e paese. L’ex Anthony Cooper accetta l’accordo.Qualche giorno dopo, Locke riceve un’altra visita: due detective che gli chiedono di Peter Talbot. Perché? Perché Peter Talbot è morto. Locke va a fare quattro chiacchiere col sempre disponibile ex Anthony che, per togliersi di torno il petulante figliolo, pensa bene di buttarlo dalla finestra dell’ottavo piano. Mentre l’ormai pelato Locke prende confidenza con la sedia a rotelle, il paparino se ne scappa in Messico. Fine flashback
Alle soglie di Altrilandia, i quattro (anzi tre: Danielle senza dire una parola si gira e se ne va) cavalieri della crociata pro-Jack discutono i nuovi sviluppi, mentre Jack gioca con Tom, ride con Ben e fa il piacione con Juliet. Sayid medita di lasciarlo lì a divertirsi e tornare alla spiaggia, Kate vuole partire subito all’attacco, Locke lo stratega suggerisce di agire col favore delle tenebre. E così fanno. Quando Jack rimane solo nella sua nuova casetta dopo il bacio della buonanotte di Juliet, i tre mettono in atto il piano.
Kate entra, ma Jack non la accoglie a braccia aperte, anzi le chiede di andarsene. Kate piagnucola e non se ne va. Due Altri armati entrano e la atterrano, seguiti da due compari che hanno catturato Sayid. Chiedono se c’è qualcun altro con loro. Nessuno, rispondono.
Intanto John ha trovato la casa di Ben e ne approfitta per una chiacchiera da guru a guru. Prima di tutto precisa: non è lì per Jack, ma per il sottomarino. La chiacchiera però è subito interrotta: prima da Alex, che viene prontamente presa come ostaggio, poi da Tom, che chiede cosa fare dei due nuovi prigionieri, infine dal dio del mascara Richard, a cui Ben ordina di portargli l’uomo di Tallahassee. Quando termina l’orario di visita, Locke esce dall’armadio e ordina ad Alex di andargli a prendere lo zaino di Sayid. Finalmente soli, Ben e Locke ricominciano a filosofeggiare. Ben ha capito che Locke non vuole il sottomarino per andarsene, ma per farlo saltare in aria ed evitare a chiunque di lasciare la sua amica isola. Tu non mi conosci, dice Locke, e per tutta risposta Ben gli racconta la storia della sua vita.
Ammanettata in sala-relax, Kate riceve la visita di Jack, che le illustra i termini dell’accordo con Ben: in cambio dell’operazione, lui l’avrebbe lasciato andare. Dice anche che, dal mondo civile, tornerà coi rinforzi per salvarla. Lacrime e cuoricini, troncati dall’arrivo della solita Juliet con la solita espressione. Sayid invece, ammanettato a un’altalena, porta ad Alex i saluti della mamma, che non è morta come le hanno fatto credere.
Intanto, Ben cerca di convincere Locke a non far saltare in aria il sottomarino offrendogli avanzi di pollo e parlando di scatole magiche da cui uscirebbe tutto ciò che lui desidera. Stranamente Locke non si fa incantare, anzi si innervosisce e rivendica la sua superiore conoscenza dei segreti dell’Isola. “Se tu sapessi veramente che cos’è questo posto, non metteresti mai del pollo nel frigorifero!”, asserisce inalberato. Mentre filosofi, semiologi, matematici, glottologi e avicoltori sono uniti nello sforzo di penetrare l’arcano significato di tale affermazione, torna Alex con lo zaino.
Jack e Juliet sono pronti per la partenza. Vanno da Ben per i saluti e gli ultimi accordi, poi tutti al molo. Qui incontrano Locke. Il sempre nervoso Ryan gli punta una pistola alla testa. Lui si inginocchia, mani in alto, “chiedo scusa”. Il sottomarino esplode. Jack vorrebbe far esplodere la testa di John.
Più tardi. Locke è ammanettato in uno sgabuzzino. Arrivano Ben e Mr Mascara, lo liberano e Ben ricomincia a farneticare di scatole dei desideri, poi da fine psicologo diagnostica che la ragione per cui Locke vuole così tanto rimanere sull’isola non è la paura di tornare su una sedia a rotelle, ma la paura di rivedere il perfido padre. Locke è sempre più nervoso, Ben è sempre più serafico. Vuoi vedere una cosa? Mr Mascara apre una porta, John guarda. Nella stanza, legato e imbavagliato, c’è l’uomo un tempo conosciuto come Anthony Cooper.
S03E14 – Exposé
Nella giungla dei misteri la bionda Barbie dell’Isola, alias chi-diavolo-sei-tu-Nikki, scava convulsamente una buca con le nude mani.
Flashback del giorno. Ecco cosa accade alle guest-star. Ovvero l’illuminante (?) parabola dei nuovi eroi Nina e Pablo, ossia Nikki e Paulo. La bionda Barbie è a Sidney per girare il suo ultimo episodio della serie d’azione Exposé. Il suo personaggio, dopo una conturbante lap-dance, viene ucciso da Cobra-il-Cattivo, per molto tempo nascostosi sotto le mentite spoglie del Generoso-Proprietario del Club. Il regista, nonché suo amante, l’ottuagenario Howard Zuckermann vorrebbe trattenerla Sidney e la seduce con un tennis di diamanti e una colazione preparata dal nuovo cuoco brasiliano, Paulo. La frittata dello chef stende il povero e ignaro Howie, che sognava il matrimonio, e la subito consolata Nikki ruba la chiave al collo del defunto amato. Insieme all’evidente complice brasiliano, apre una cassaforte e prende una matrioska stracolma di diamanti. Da futuri miliardari, Bonnie e Clyde se ne vanno a prendere il volo Oceanic 815. Non prima che Paulo abbia solennemente giurato sul pacchetto di Nicorette di aver smesso di fumare e di non diventare mai come i litigiosissimi e parruccati Shannon e Boone, incontrati per caso in aeroporto.
Ha inizio la prova della presenza dei due “intrusi” tra i naufraghi fin dall’inizio della saga. Perché, anche se non ce ne eravamo accorti, erano lì fin dall’inizio! Mentre intorno tutto è sgomento e terrore e ci sono possibilità che Paulo o sia rimasto accecato o sia in preda a una visione mistica, Nikki è interessata alla ricerca della borsa perduta, quella che conteneva copioni e diamanti. Il loro mistero è svelato: non li avevamo mai visti per 80 giorni e rotti perché impegnati nella ricerca del bottino. E durante la loro avventura inciampano nei misteriosi controsensi del luogo fatato prima di tutti i co-naufraghi. Nell’ordine: conoscono Ethan, notano l’aereo di Padre-Yemi, scovano la stazione Perla. Ma non ci fanno caso la missione è una sola. E Nikki è sempre più isterica. Paulo l’innamorato si tuffa nel lago, che un giorno custodì la valigetta con le pistole, e trova la borsa preziosa, ma non dice nulla all’amata. Ha paura che i diamanti li divideranno. Poi nasconde i diamanti nel bagno della stazione Perla (!), e quando va a riprenderli scopre il piano di Ben. E gli frega il walkie-talkie. La bionda Barbie sembra ormai rassegnata a una povera felicità amorosa, ma le Nicorette tradiscono il bel fidanzato. La vendetta è servita: Nikki va da pallone-gonfiato-Dr. Arz e gli frega il ragno medusa: il suo tocco paralizza ogni essere vivente per qualche ora tanto da generare uno stato di morte apparente. Poi attira Paulo nella giungla e grazie al ragno ritrova i suoi diamanti. Ben nascosti nella biancheria intima. Ma è troppo tardi, perché il richiamo del ragno medusa ha attirato i maschi della specie e anche Nikki è spacciata. Riesce a trascinarsi in spiaggia dove mormora a Sawyer e Hurley “paralizzata” e poi stramazzala suolo. Fine Flashback.
L’impavido Sawyer cerca la rivincita a pingpong conto il campione in carica Hugo. Chi-diavolo-sei-tu-Nikki sbuca da un cespuglio trascinandosi sulla sabbia e blaterando qualcosa di incomprensibile. Poi stramazza al suolo.
Che avrà mai detto prima di decedere? “Paulo mente”? E come è deceduta? Cibo? È questa la missione CSI-Hawaii, i cui protagonisti principali sono Grissom-Hurley, Warrick-Sayer e Catherine-Sun. Quest’ultima esclude la causa cibo-acqua e il resto della squadra, seguita da Nick-Jim si avventura nella giungla dei misteri a scrutare il cadavere di Paulo, il presunto mentitore.
“Immagino che questo è Paulo” sostiene il sempre giocoso Sawyer e mentre Hurley allestisce la scena del crimine, i nostri analisti notano che, nonostante la patta aperta e una scarpa volata su un albero, il cadavere-Paulo presenta le stesse caratteristiche del cadavere-Nikki: niente ferite, niente segni di oggetti contundenti, né fori di proiettile, morsi di orso e via discorrendo. L’apprendista-Jin farfuglia la risposta: è il mostro! Il resto della quadra è scettico. Sono stati gli Altri. Catherine-Sun lo sa bene, perché giorni prima è stata rapita. E mentre si medita sulle infinite possibilità, il cadavere viene trascinato in spiaggia per il doppio funerale.
Frugando – vendetta tremenda vendetta – tra le cose dei poveri amanti Sawyer trova un walkie talkie simile a quello che ognuno degli Altri aveva sull’Isola Numero 2. E crede di aver trovato la risposta. Barbie e Ken erano come Ethan. Lavoravano per il nemico.
Mentre Vincent continua a scoprite il telo che ricopre Giulietta e Romeo e i naufraghi organizzano i turni per scavare le fosse, Charlie confessa a Sun che è lui l’autore del famoso rapimento di cui sopra, istigato da Iago-Sawyer. Sun, in altre faccende affaccendata, non fa una piega. Ma quando Sawyer torna tronfio con i diamanti, scoperti seguendo il fondamentale indizio della terra sotto le unghie di Nikki, lo schiaffeggia. In seguito gli butta in faccia i diamanti dicendo che tanto non hanno valore e che deve ringraziare il cielo che non ha detto niente a Jin altrimenti avrebbe dovuto scavare un’altra buca.
Padre Hurley officia il funerale. Elogia i “gentili” Romeo e Giulietta. Sawyer li ricopre di diamanti. E poi via di sabbia. Alla prima spalata Nikki apre gli occhi, Ma è troppo tardi.
A Quentin Tarantino il seguito…
S03E15 – Abbandonate
Ancora ammanettata in sala-relax, Kate vede dalla finestra Juliet che si avvicina e, appena apre la porta, le molla una mazza da biliardo in faccia. Ma Juliet non è una pivella, e con un’abile mossa di thai-chi o qualcosa del genere, la sbatte sul pavimento senza tanti complimenti.
Flashback del giorno. A Kate, fuggitiva sulle note dell’immancabile Patsy Cline, si scassa la macchina. L’omino del carro attrezzi la porta in una stazione di servizio. Qui, una losca figura sta trattando la vendita di collane false, con un tipo che tanto scemo non è, perché minaccia di chiamare la polizia. La minaccia fa più paura a Kate che alla truffatrice, che così, per “spirito di solidarietà femminile”, finisce per vendere una collana. Ah, si, naturalmente la truffatrice è Cassidy, il “colpo grosso” di Sawyer. Le due latitanti entrano subito in confidenza. Allora, che hai fatto? Niente, ho ucciso mio padre, e tu? Mi sono innamorata di un truffatore, volevo truffare insieme a lui ma sono stata truffata e adesso truffo da sola. E, per “spirito di solidarietà femminile”, Cassidy decide di aiutare la sua nuova amica a parlare con la madre, ancora inquietata per la marachella. Long Con-Cassidy imbratta di zuppa la signora Austen, che corre in bagno a ripulirsi, e qui incontra la figlia. Lacrime, ancora lacrime e “non ti perdonerò mai perché io lo amavo”. Dopo il tragico confronto, in macchina, Thelma e Louise si salutano, ma prima Kate consiglia a Cassidy di denunciare il truffaldino ex. “Ma io lo amo e sono incinta!” Fine flashback.
Kate è sempre ammanettata in sala relax. Entra Locke, le dice so cosa hai fatto, sono venuto a salutarti, addio e buona fortuna.
Alla spiaggia, Sawyer è tornato al suo impegno principale, elevare il tenore culturale della comunità. Mentre è immerso nella lettura arriva l’amico Hurley con fare cospiratore. Fai finta che io non ti stia parlando, dice a un allibito Sawyer. Poi gli rivela che l’indomani ci sarà un referendum: gli spiaggiati voteranno per metterlo al bando, visto il suo comportamento poco gentile. Sawyer è sempre più allibito e Hurley gli consiglia di fare ammenda, se non vuole ritrovarsi come Sergio Muniz. Sawyer si rifiuta, ma non è poi tanto tranquillo.
Sempre ammanettata in sala-relax, Kate ha appena cominciato a mangiare il panino spiaccicato servitole da Juliet, quando sente strani rumori. Fuori, gli Altri sono in agitazione. Kate li vede indossare maschere antigas e scappare. Un uomo mascherato apre la porta e butta dentro una bombola di gas. Kate sviene. Si risveglia nella giungla, ammanettata a Juliet, che dice di saperne quanto lei su maschere antigas e fughe di Altri con Locke al seguito. Kate il segugio si mette subito a seguire tracce. Juliet la accusa di aver rovinato il piano di fuga suo e di Jack. Kate non la prende bene e, per la gioia dei telespettatori maschi, ingaggia una feroce lotta nel fango. Interrotta dall’apparizione del fumo nero, che insegue le due nella giungla, ma non le maciulla come il povero Eko, si limita a…fotografarle? Scannerizzarle? Flasharle? Chi lo sa…e allontanarsi. Kate e Juliet riprendono a camminare e beccarsi per il polletto Jack: tu gli hai spezzato il cuore, ma tu che ne sai, ti ha visto trastullarti con Sawyer, tu non lo conosci, io lo conosco meglio di te…evidentemente annoiato da tutto questo ciarlare, il fumo nero torna all’attacco, vicino al recinto elettrico. Juliet tira fuori dalla tasca la chiave delle manette, si libera, stacca la corrente e passa il recinto. Kate schiuma di rabbia, ma fra seguirla ed essere mangiucchiata dal fumo nero sceglie la prima. Chiede spiegazioni, e Juliet confessa di averla ingannata perché non voleva essere abbandonata anche da lei.
Intanto Sawyer ha deciso di darsi da fare per non essere mandato sull’Ultima Spiaggia. Va a caccia con Desmond, coccola Aaron, organizza una grigliata di cinghiale per tutti. Poi scopre che non c’è nessun referendum, voto o televoto: il grande truffatore è stato truffato da Hurley, che voleva fargli scoprire le meraviglie della gentilezza, soprattutto visto che, in assenza di Jack, Locke e Sayid, è lui il leader. Sawyer vorrebbe arrabbiarsi, ma love is in the air, il cinghiale sfrigola sulla brace, tutti sono contenti…
Le due litiganti giungono infine ad Altropoli. Kate trova Jack svenuto, lo sveglia, chiede scusa. Escono nel villaggio deserto, incontrano Sayid e tutti e quattro si incamminano per tornare alla spiaggia. Tutti e quattro? Si. Jack non transige: Juliet va con loro. Kate e Sayid si guardano poco convinti.
LOST



