
Diciamo che ci siete cascati/e anche voi. Diciamo che è solo perché in un certo senso serve a (ri)stabilire la nostra italica superiorità sui cugini d’Oltralpe, ma nonstante atteggiamenti distaccati e snob, siete caduti nella rete della più bella soap del momento: “Quando Sarko incontrò Carla”. Nella spasmodica attesa di sapere se si sono sposati o no, siete saltati di canale in canale, avete tenuto l’occhio fisso sul PC e la radio accesa, e quando avete desistito era già l’alba di martedì…
S03E10 – Tricia Tanaka è morta
S03E11 – Digitare 77
S03E12 – Per via aerea
S03E10 Tricia Tanaka è morta
Flashback del giorno. Un Hurley giovane e longilineo è alle prese con un’auto che non vuole proprio saperne di partire, nonostante il discorsetto edificante del padre, della serie siamo noi gli artefici del nostro destino quando credi in una cosa bella una cosa bella accade. Dopo il predicozzo, il paparino lascia Hurley con una barretta Apollo e un saluto: “Vado un paio di giorni a Las Vegas”. Torna dopo diciassette anni. Hurley lo trova ad accoglierlo a casa, dopo lo schianto del meteorite sul fast food che ha ucciso, fra l’altro, la povera giornalista che lo stava intervistando, tale Trincia Tanaka. Hurley non fa i salti di gioia, mamma Carmen si: dopo diciassette anni di abbandono comincia a sentire la mancanza di un po’ di sport notturno, confida a un imbarazzatissimo Hurley, che intanto non perde occasione per lamentarsi di tutte le sfighe seguite alla vincita e per pianificare viaggi in Australia dove, a detta dell’uomo del Forza 4, tutto avrebbe avuto origine. Preoccupato, il redivivo papà lo accompagna da una cartomante che, appena lo vede, si accorge della maledizione e comincia a mescolare intrugli per esorcizzarlo. Ma Hurley ha la vista lunga, e fa confessare alla millantatrice di essere al soldo del padre, complice di un piano per evitare il viaggio agli antipodi. Ma ormai Hurley è deciso. Mentre fa i bagagli, il genitore fa un ultimo tentativo ripetendogli il discorsetto siamo noi gli artefici del nostro destino. Hurley prende la valigia e parte per l’Australia. Fine flashback
Hurley va al cimitero a trovare Libby, poi va a fare visita a Dead Man Walking-Charlie, che gli racconta delle premonizioni di Desmond. Li raggiunge il sinistro Vincent con un braccio mummificato in bocca. Hurley impavido lo segue fino a un rottame di pulmino Wolkswagen anni 70 con dentro uno scheletro in tuta Dharma, tale Roger, secondo il tesserino. Entusiasta, corre alla spiaggia per comunicare la sua scoperta e chiedere aiuto per rimettere in moto il quadricipede fricchettone, ma Paulo (chi?) deve affettare banane, Charlie è troppo depresso, tutti hanno qualcosa di meglio da fare. L’unico a offrirgli aiuto per sistemare il residuato Dharma è Jin, ma solo perché non c’ha capito niente.
Mentre Stanlio e Ollio si danno da fare col veicolo, Sandra e Raimondo aka Kate e Sawyer sono quasi arrivati a casa. Kate fa un saggio tentativo di pacificazione: “Dai, su, chiedimi scusa e amici come prima”, dice a Sawyer. “Si, hai ragione, ti chiedo perdono per averti detto Ti amo dopo aver giaciuto con te e perché mi stavo facendo uccidere per salvarti la vita”, risponde Sawyer. No, non è vero. Quell’egoista rancoroso si rifiuta di scusarsi. Pace non fatta e ritorno al campo profughi. Ripuliti e rifocillati, i due si danno subito alle loro attività preferite: Kate parte in missione alla ricerca di Jack, Sawyer va in giro a rivendicare le sue scorte di alcolici e riviste allegre. Gira che ti rigira arriva da Jin e Hurley, si fa coinvolgere nella missione ripara il furgone e fa amicizia con Roger la mummia.
Hurley è motivatissimo: rimetterà in moto l’hippy-car e così darà speranza a tutti. Niente lo scoraggia, né le battute acide di Sawyer, né le facce perplesse di Jin né il pessimismo di Charlie. Quest’ultimo, anzi, sarà con lui sul furgone quando lo metteranno in moto: una sfida al destino funesto di Charlie profetizzato da Desmond e alla maledizione numerologica di jettatura-Hurley. Lanciatissimo, Hurley illustra al gruppetto il suo furbissimo piano: si butterà giù da una discesa e, quando il mezzo prenderà velocità, lui lascerà la frizione e il magico veicolo si metterà in moto, alla faccia della benzina evaporata e dei muschi e licheni nel motore.
Gianni e Pinotto aka Hurley e Charlie si sistemano in vettura, si guardano negli occhi: “Sei sicuro?” “Vittoria o morte”, risponde Charlie Guevara. E il furgone caracolla a tutta velocità sotto lo sguardo atterrito di Jin e Sawyer. A dieci centimetri dalla catastrofe, Hurley chiude gli occhi, recita il suo nuovo mantra “siamo gli artefici del nostro destino, non c’è nessuna maledizione”, e lascia la frizione. E alla faccia dei pessimisti, il motore romba, e tanto per non farsi mancare niente si accende anche l’autoradio. Entusiasmo e pazze risate, Jin e Sawyer saltano a bordo si uniscono ai festeggiamenti. Poi, stanchi ma soddisfatti come liceali dopo la gita a Barcellona, tornano a casa: Jin con un fiore per Sun, Charlie con tanto amore per Claire, Sawyer con tanta birra per…se stesso, visto che di Kate non c’è traccia.
Già, a proposito, che fine ha fatto Kate? Eccola in missione nella giungla, dove viene raggiunta da Sayid e John, che le rivelano un segreto: loro sanno come trovare Altrilandia. “Ah si? Come?” domanda scettica Kate. “Semplice, seguiamo il bastone di Eko” risponde Sayid trattenendo a stento le risate, mentre Locke fa la faccia mistica. Kate arruola i due zuzzurelloni, ma prima richiama all’azione la sempre curata Rousseau, che sbuca come al solito dal nulla e si fa convincere dalla speranza di rivedere la figlia.
S03E11 Digitare 77
È un nuovo giorno sull’isola dei misteri e mentre James-tornato-Sawyer chiede spiegazioni ai suoi concittadini sulla sparizione delle sue personali scorte, mentre il suo tenero cuoricino spasima per l’assenza di Salvo-tutti-io-Kate ancora alla ricerca del Dottore Perduto. Fa la sua entrata in scena un tavolo da ping pong, antico cimelio appartenuto alla batcaverna implosa il giorno in cui il cielo è diventato viola. Ma il buon Sawyer è più interessato a mettere i puntini sulle i e nell’ordine: ignora le parole di consolatorie di Ciccio-Hurley, rivendica la proprietà della rivista “Armi e Munizioni” nei confronti del ladro Zorro-Paulo e zittisce Barbie-Nikki con un classico “e tu chi diavolo sei?”. Giù le mani dalla “roba” di Sawyer!
La missione salviamo-Dr.Jack, si avvale della preziosa collaborazione della Regina Della Giungla Rousseau. Sayid è scettico. Locke è nel suo mondo personale, Kate è impaziente. Mentre inganna il tempo raccogliendo frutta per non ascoltare le ciarle invasate di Locke, Soldatino-in-action vede animali da pascolo a caso e, in lontananza, la piccola casa nella prateria. Solo che al posto del buon vecchio Charles Ingalls, c’è un misterioso Uomo con benda da pirata, che poi tanto misterioso non è perché già apparso su un monitor della stazione Perla.
Flashback del giorno. Sayid e i giorni del rimorso. Mentre sotto le mentite spoglie di un cuoco siriano, lavora in un modesto bistrot parigino, soldatino Sayid viene avvicinato da un ristoratore che vuole assumerlo, dopo avergli fatto notare che è iracheno come lui. Nonostante qualche turbamento per il riconoscibile accento, il Sayid accetta. Ma presto fa i conti con la dura realtà: è tutta una trappola. La moglie del ristoratore, la sciura Amira, altri non è che una vecchia vittima delle sue antiche torture. Sayid non ricorda Amira, ma Amira ricorda Sayid. Il nostro soldatino è picchiato e legato, ma proprio non riesce a ricordare. Un giorno Amira in persona gli fa visita e gli racconta la sua vicenda. Gli racconta anche di un gatto che è come lei, scampato alla tortura di malvagi teenager. A Sayid torna la memoria. Lacrime. Scuse. Perdono. Amira dirà al marito che si è sbagliata, perché le bastano le scuse di Sayid e perché non vuole diventare a sua volta torturatrice. Tutto è bene quel che finisce bene. Fine flashback.
Sua Saggezza Rousseau fiuta aria di fregatura e lascia l’allegra compagnia. I nostri eroi, invece, ci danno dentro. Sayid, disarmato, si presenta al misterioso Orbo e si becca una pallottola nel braccio. Finite le presentazioni, Charles Ingalls-Mikhail Bakunin (!!!) ricuce il martire iracheno e racconta la sua storia: è l’ultimo membro della Missione Dharma, reclutato dopo anni di onorato servizio nell’Armata Rossa, per migliorare il mondo. La sua stazione, la Fiamma serviva a comunicare con il mondo esterno, ma ormai la parabolica ha smesso di funzionare da quel dì. Dopo che tutti i Dharmaboys si sono estinti in seguito a una pirga, i “nemici”, alias gli Altri lo lasciano vivere lì da solo perché hanno siglato un patto di non interferenza. E i patti sono patti.
Sayid è scettico, Kate sempre più impaziente. Locke se ne va in giro a curiosare e finisce per giocare a scacchi con l’imbattibile Commodore 64 dell’Orbo Sovietico. I nostri eroi sono sicuri che è uno degli Altri ma lo assecondano e accettano il thè del sedicente agricoltore, ma il gioco dura poco. Botte da orbi (!). G.I. Kate stende Bakunin. Spunta anche Locke, ma i suoi compagni hanno giù provveduto a impacchettare il malvagio impostore. Per Sayid è ora di setacciare la casa nella prateria. Locke dice che lo ha già fatto, ma voi vi fidereste di Locke-l’invasato?
Infatti, come volevasi dimostrare, nel sotterraneo si nasconde un’altra vecchia conoscenza, la cara Bea Klugh del molo, la guardiana di WAAAAAAAALLLTTTTTTT. Kate stende pure lei e tutti si ritrovano fuori. Dal canto suo, il vetusto Locke, dopo aver vinto la partita a scacchi con il Commodore 64 e visto apparire il Dr. Marvin Candle che dava istruzioni in caso di attacco nemico, ossia Digitare 77 per eliminare ogni traccia della presenza della Fiamma, viene tenuto sotto tiro del Russo improvvisamente slegatosi e ripresosi. Lo scambio di ostaggi non può andare a buon fine perché Bea, da degna spia internazionale, si fa eliminare dal suo compare
In spiaggia sembra tutto pronto per ammazzare il tempo con il ping pong. Ma chi ha la pallina??? Sawyer, of course, il quale deciso a riprendersi tutti i suoi beni lancia la sfida all’ultima schiacciata: se vince si riprende tutto, altrimenti si possono tenere le sue cose. Ma la tigre e il dragone Jin&Sun rilanciano: se perde niente soprannomi per un pezzo. Affare fatto, tanto chi può batterlo? Eppure Kong Linghui-Hurley lo straccia. Triste e sconsolato, si ritira nella sua tenda. Hurley gli lascia alcune delle sue cose e cerca di consolarlo per l’assenza di Kate. Sawyer manda cordialmente a quel paese Hugo.
Per nulla scosso dalla prematura dipartita di Bea, Locke il Mistico è di nuovo al PC ipnotizzato dalle parole “Digitare 77” di quel buntempone del Dr. Candle. Kate lo esorta a darsi una mossa. Riappare la Rousseau. Sayid dialoga con l’ostaggio Bakunin sulla cablatura di un villaggio segnato su una mappa che ha rubato in cantina, ma Bakunin recita minacce come un rosario. Sua Risolutezza Danielle lo farebbe volentieri fuori all’istante, ma Sayid ha deciso di rispettare la Convenzione di Ginevra. Il tronfio Locke si ricongiunge ai compagni e con soddisfazione rivela all’Orbo Russo di aver capito il trucco degli scacchi.
BAAAAAAANNNNNNG
La casa nella prateria esplode. Rimane vivo solo il gatto. Locke, in astinenza da pulsanti, ha digitato 77. Ovviamente.
S03E12 – Per via aerea
Flashback del giorno. Claire, con chioma corvina e look metallaro, si sveglia confusa in un’auto fracassata. Esce dal parabrezza e piange sul corpo inerme della madre, sbalzata fuori dal parabrezza medesimo. Più tardi, all’ospedale, dopo cuciture, ingessature e domande della polizia, la darkettona Claire va al capezzale della madre, in stato comatoso a tempo indeterminato, dove incontra un’acidissima zia. Le due litiganti ricevono la visita di un dottore che le informa che qualcuno sosterrà tutte le spese necessarie per le cure dell’inferma. Costernazione di zia e nipote. Qualche giorno dopo, scopriamo con Claire l’identità del filantropo: trattasi nientedimenoché dell’onnipresente Christian Shepherd. Che ci fai tu qui? Lo aggredisce la sempre più acida zia. Voglio dire la verità a Claire, risponde l’onnipresente. No. Si. No. Si. Claire, io sono tuo padre, e Beautiful a noi ci fa una pippa. Davanti a un caffè, il grado di separazione ambulante Christian propone a Morticia-Claire di staccare la spina. Lei rifiuta indignata e se ne va senza neanche sapere il nome del genitore. Qualche anno dopo, una Claire bionda e incinta va a salutare la madre, ancora in stato comatoso. Fine flashback
Charlie dà la sveglia a Claire con la proposta di un bel pic-nic sulla spiaggia. Come rifiutare? Ma a interrompere l’idillio ci pensa Desmond, che invita Charlie a unirsi a lui per un’improbabile caccia al cinghiale. Claire è perplessa, poi alza gli occhi al cielo, vede uno stormo di gabbiani in transito e si dimentica di Charlie, Desmond e relativi dialoghi surreali: ha un piano per far tornare tutti a casa! L’aspirante salvatrice si precipita da Sun e Jin a illustrare la sua idea: Quark insegna che gli uccelli sono stati contrassegnati dagli scienziati per poter essere raggruppati all’arrivo in Australia o Nuova Zelanda. Il piano è catturare uno dei gabbiani e trasformarlo in un piccione viaggiatore. Charlie smonta senza pietà l’idea e va a confabulare col suo nuovo amico Desmond.
Nella giungla, intanto, continua la ricerca di Altropoli, fra i punzecchiamenti Sayid-Locke (“Uccidiamo l’orbo, non ci porterà dagli Altri!” “Ah bè, invece il tuo bastone magico si!” “Quanto sei stato fesso a premere 77?” “E tu quanto sei stato stronzo a non dirmi dell’esplosivo?”) e gli enigmatici discorsi in perfetto stile Altri di Mickail: Voi non siete nella lista, Ben non è il capo, il capo è un uomo meraviglioso, Sayid e Kate non vi conosco, invece John Locke si, però che strano, lui era para…Danielle lo interrompe sul più bello, per mostrare una vallata circondata da strani piloni.
Alla spiaggia, uno sparo di Desmond l’acchiappacinghiali fa scappare il gabbiano che Claire, Jin e Sun avevano quasi catturato. Claire è furiosa: è sicura che Desmond e Charlie la stiano boicottando.
Nella Valle degli Altri, l’assortito gruppetto studia la situazione: i misteriosi piloni, spiega l’esperto Sayid, reggono un’invisibile recinzione elettrica. Impossibile passarci attraverso senza restare fulminati e impossibile girarci intorno, visto che la recinzione circonda tutta Altropoli. Locke ne approfitta per mettere a tacere per sempre Bakunin: una spintarella e il povero Mikail è fritto. Letteralmente. Battutine velenose di Sayid, risposte velenose di Locke, poi ci si rimette all’opera. I fantastici quattro costruiscono un ponticello per scavalcare la recinzione. La prima ad andare è, c’è bisogno di dirlo? Alla faccia della cavalleria, Kate.
Intanto, Claire decide di andare in fondo alla faccenda, e si mette a pedinare Desmond. Scopre che sta andando a catturare un gabbiano posato su uno scoglio. Segue interrogatorio di rito: come facevi a saper che qui c’era un gabbiano? Non lo sapevo. Si che lo sapevi. E va bene, lo sapevo. Desmond rivela anche a Claire le sue parapsicologiche virtù mostrandogli lo scoglio da cui Charlie si sarebbe rotto l’osso del collo per catturare il gabbiano di cui sopra. Pace fatta, Claire scrive un poema epico su un francobollo e lo infila nel contrassegno del gabbiano, che vola a consegnare la missiva.
Il quartetto è infine giunto a destinazione. Infrattati tra le fratte, scorgono il prigioniero Jack che, felice e contento, gioca a football con il suo nuovo amico Tom.
LOST



