
Vi siete pesati, e la bilancia si è suicidata. Allora siete corsi ai ripari, e il menu del giorno era così composto: a colazione, un litro d’acqua a basso contenuto di sodio. A pranzo, zuppa di finocchio. A merenda, centrifugato di finocchi. A cena, finocchi bolliti con contorno di insalata di finocchi. Dalle 21:00 alle 23:30 avete fatto pipì.
S03E07 – Non a Portland
S03E08 – Deja-vù
S03E09 – Straniero in terra straniera
S03E07 – Non a Portland
Nostra signora della compassione Juliet è seduta sulla riva dell’Isola Number Two a meditare ed è è subito sera.
Flashbackdel giorno. La storia di Juliet a Miami Beach. La Dottoressa Burke sta per entrare in un appartamento quando incrocia uno sconosciuto (per noi) non tanto sconosciuto: il fu Ethan Rom. Giunta in casa e inietta qualcosa nella pancia di una donna in evidente lotta contro il cancro: è sua sorella Rachel che vuole un bambino nonostante la malattia. Dr. Juliet ne fa la sua cavia per un esperimento segreto e potenzialmente rivoluzionario. Se il suo capo ed ex marito, Edmund Burke, se ne accorge è fritta. Qualche fuga di notizie, però, c’è stata perché la nostra impavida Esperta della fertilità, viene contattata dalla Mittelos Bioscience di Portland nella persona del Dr. Richard Albert, altrimenti detto Dr. Mascara, che le promette soldi e felicità professionale. Juliet dice che il suo ex non la lascerà mai andare a meno che non venga investito da un autobus. Mentre ruba provette e fa i suoi esperimenti personali di notte, Juliet sorprende Edmund con l’amante che sorprende Juliet a rubare materiale medico. Il malvagio ex capisce il piano e vuole dividere i profitti, ma non fa in tempo a pensare a un plausibile ricatto che viene preso in pieno da un autobus. Bisogna stare attenti a esprimere certi desideri. Rachel intanto scopre di essere incinta. Juliet vorrebbe portarla a Portland e chiede a Dr. Mascara, spalleggiato dal Dr. Ethan, se è possibile. Lui dice di no perché la Mittelos Bioscience non è proprio a Portland. Fine Flashback.
L’operazione di Ben Linus è ancora sospesa. Dr. Jack-alla-riscossa è ostinato. O Kate e Sawyer si salvano o lui non alzerà più un dito e il caro Ben approderà nell’isola che si trova nell’alto dei cieli. Gli Altri si agitano. Juliet prende in mano la situazione e minaccia: il dottore sta bluffando. Jack si vendica: non era stata proprio lei a chiedere di far fuori il suo capo tramite quei cartelli alla Bob Dylan? Non recede neppure quando la Bionda Dottoressa rivela che i suoi amichetti non andranno da nessuna parte visto che sono tutti su un’altra isola. Che non è quella su cui erano precipitati.
Sawyer e Kate cominciano la fuga liberandosi dalle gabbie. Ma il mastino Pickett riesce a sentire il loro odore e comincia a seguirli. Spara più o meno a casaccio ma non riesce a fare strike soprattutto grazie all’entrata in scena di Sheena-Alex che fa rifugiare i due prigionieri in una buca segreta. Sawyer si presenta. A giudicare dal sarcasmo sarebbe la sua donna ideale per lui, ma al momento lui è ancora ottenebrato dalla notte di selvaggia passione con Sexy-Kate e lei è presa dal suo Carl che non risponde all’appello. Kate sembra leggermente innervosita da qualcosa, sarà la sindrome premestruale.
Intanto Dr. Jack, sempre più indispettito, avanza la richiesta di una barca per i suoi amici. Juliet si è allontanata dalla sala operatoria. Grande Capo Ben comincia a svegliarsi dall’anestesia. Vuole parlare con Juliet. Allora Dr. Jack spiffera a capocondomino Tom il piano di Juliet. Dopo il breve e segreto consulto, Nostra Signora dei Muffin comunica il verdetto: se Dr. Jack rappezza Ben: i suoi amici saranno liberi.
La sempre più inquieta Kate e il sarcastico e innamorato Sawyer, accompagnati dall’intrepida figlia ribelle Alex – figlia di Grande Capo Ben, a quanto pare – vanno a salvare Carl dal remake di Arancia Meccanica che hanno realizzato ad Altrilandia. Il povero fanciullo è bombardato da immagini che lo rincoglioniscono a dovere e ripete frasi sconnesse come se avesse trascorso un weekend in Jamaica a onorare Bob Marley.
Mastino Danny sta addosso all’allegra combriccola e continua a sparare. E mentre finalmente ce li ha sotto tiro, sbuca la Donna Armata Juliet e lo fredda. Che Kate abbia trovato una rivale? Juliet dice ai naufraghi di prendere la barca e tornare all’Isola Number One. Dr. jack dal walkie talkie chiede a Kate di raccontargli la storia del giorno del disastro. Pianti. Commozione. Kate vuole tornare indietro. Jack le fa giurare di non tornare a cercarlo. Juliet capisce. Sawyer capisce. Poi partono per tornare a casa, dando un passaggio al sempre più confuse pargolo Carl.
S03E08 – Deja-vù
Mentre fanno razzia di vettovaglie e giornaletti allegri nella tenda di Sawyer, Hurley e Charlie vengono convocati da Paolo Fox-Desmond, che li porta dai sostituti capi Sayid e Locke per informarli della dipartita di Eko. Mentre il gruppo discute sul da farsi, improvvisamente Desmond assume l’espressione di un cane da tartufo in un bosco umbro e scappa sulla spiaggia a salvare Claire dall’annegamento, poi si ritira a sospirare sulla foto di lui e Penelope. Costernazione generale. Come avrà fatto a sentire la richiesta d’aiuto in piena giungla? Charlie partorisce un piano infallibile per scoprire l’inghippo: far ubriacare il Fratello per sciogliergli la favella. Detto fatto: davanti a un falò e una bottiglia di whiskey d’alto bordo (marca MacCutcheon, prendete nota), dopo qualche canzoncina sboccata parte l’interrogatorio. Come hai fatto a sentire Claire? E il fulmine? Dov’è il trucco? Dov’eri la notte del delitto? Dov’era il tuo maggiordomo? E soprattutto, cos’è successo quando il bunker è imploso? L’ultima domanda, insieme all’accusa di essere un codardo, innervosisce non poco il buon Desmond, che per tutta risposta si avventa su Charlie all’urlo “Non vorresti saperlo!”
Flashback del giorno? Siamo nella botola al momento dell’errore di sistema. Desmond saluta Locke col suo “Ci vediamo in un’altra vita” e gira la chiave. Si risveglia a terra, in una pozza di qualcosa che sembra sangue e invece scopriamo essere vernice rossa. Penelope accorre in suo soccorso. I due piccioncini stanno imbiancando il loro nido d’amore. Desmond, sbarbato e pericolosamente somigliante a Dustin Hoffman, è confuso ma felice. Più tardi, alle prese con una capricciosa cravatta, si prepara per un colloquio di lavoro con Mr Widmore. L’orologio segna l’1:08 e lui lo guarda come ricordandosi qualcosa. Mentre la zuccherosa Penny gli sistema la riottosa cravatta e lo rassicura sull’esito del colloquio, suona un allarme. Desmond è sempre più confuso dalle strane immagini di bunker e contatori che gli balenano alla mente, ma è solo il microonde. Alla reception, prima del colloquio, un fattorino manda di nuovo in tilt Deja-vù-Desmond annunciando di avere un pacco per l’815. Finalmente al cospetto dell’acidissimo signor Widmore, l’umile Desmond nota un quadro raffigurante un orso polare e la parola Namaste al contrario, poi il modellino di una barca da regata. Infine, trova il coraggio per rivelare all’ingessato suocero il vero scopo della visita: chiedere la mano di Penny. L’imperturbabile Widmore si dice impressionato, prende due bicchieri e stappa una bottiglia di costosissimo whiskey (va da sé: MacCutcheon). Già pronto a brindare, Desmond vede il crudelissimo patriarca riempire un bicchiere solo e bere alla faccia sua, ché lui non è degno nemmeno di assaggiare il suo whiskey, figuriamoci di convolare con sua figlia. L’umiliatissimo Desmond esce e si imbatte in un musicista di strada dalla faccia conosciuta (e occhio ai versi che sta intonando: “I said maybe you’re gonna be the one who saves me”): “Ehi, ma io ti conosco!” “No non credo” “Ma si, dove ci siamo visti?” “Da nessuna parte” “Si, su un’isola, nel bunker! Tu sei Charlie!” Charlie medita di chiamare la neuro, ma Desmond non si scoraggia e continua a delirare: “Questa scena l’ho già vista, adesso viene a piovere!”. Nemmeno il tempo di finire la frase che viene giù un diluvio. Sempre più esaltato, Mercalli-Desmond va a fare visita a un amico scienziato per chiedergli lumi sui viaggi nel tempo. L’amico scienziato è giustamente perplesso, ma Desmond continua a divinare: “Anche questa serata l’ho già vissuta”, farnetica davanti a una birra, mentre il juke box suona “Make your own kind of music”, e lui profetizza la miracolosa rimonta della squadra sfigata nella partita in tv e l’ingresso nel pub di tale Jimmy Lennon che stenderà il barista con una mazza da cricket sul cranio. Ma la squadra sfigata perde e dalla porta entra solo una coppietta. Desmond se ne va con le pive nel sacco e un consiglio dell’amico scienziato: lascia perdere i viaggi nel tempo e sposa quella santa donna di Penelope. Desmond dà retta al saggio amico e va a comprare un anello. La simpatica vecchietta del negozio gliene consiglia uno povero ma bello, ma mentre Desmond caccia il portafogli si rifiuta di venderglielo, dicendogli che il suo destino non è sposare Penny, ma imbarcarsi e salvare il mondo. Per convincerlo, l’inquietante vecchietta lo porta a fare una passeggiata e, fra un ameno discorso sul destino e l’altro, gli fa notare un uomo con un bizzarro paio di scarpe rosse. Qualche minuto dopo, il pover’uomo soccombe sotto il crollo di un’impalcatura. Desmond non sa più che pesci pigliare. Se sapeva che sarebbe morto, perché non l’ha avvertito? Chiede alla premurosa vecchietta. Perché l’universo trova sempre il modo di correggere la rotta, e nessuno può sfuggire al suo destino, risponde la deterministica vecchietta. Io si, si ribella Desmond, e se ne va con l’anello a incontrare Penny. La gaia coppietta si fa convincere da un fotografo di strada a farsi immortalare su un finto sfondo marittimo. Ma Desmond è sempre più confuso, e adesso anche infelice: con un classico “io non sono abbastanza per te” molla la fidanzatina, che gli molla un pugno e lo accusa di essere un codardo. Il rassegnato Desmond va ad affogare i suoi dolori al pub. Il juke box suona “Make your own kind of music” e la partita in tv è miracolosamente vinta dalla squadra sfigata. Desmond si illumina d’immenso: si era solo sbagliato di un giorno! In quel momento entra Jimmy Lennon con la mazza da cricket e Desmond, nel tentativo di difendere il barista, si becca una mazzata in testa. Si risveglia sull’isola, confuso e come mamma l’ha fatto. Fra i resti dell’implosione nota la foto, la prende e prega di poter tornare di nuovo indietro per fare la cosa giusta. Fine flashback?
Le parole della vecchietta sembrano infine aver sortito il loro effetto su Marty McFly-Desmond, che smette di picchiare Charlie per avvisarlo che nessuno può cambiare il suo destino. Grato della notizia, l’onesto Charlie lo accompagna a coricarsi, e finalmente riceve una risposta alle sue domande: da quando la botola è implosa ha delle visioni del futuro, racconta Desmond, e non stava salvando Claire ma proprio Charlie: secondo le sue visioni, lui sarebbe annegato nel tentativo di salvare la mammina. E, prima, sarebbe stato colpito dal famoso fulmine. Ma non posso salvarti per sempre: tu morirai, conclude Branko-Desmond.
S03E09 – Straniero in terra straniera
Flashback del giorno: L’illuminante (?) significato dei tatuaggi di Dr. Jack. Che non è certo il Terzo Mistero di Fatima. L’impavido e solitario Dr. Miracolo scende da una palafitta su una bianchissima spiaggia e tenta di far volare un aquilone. Da lontano una giovane e misteriosa donzella del posto nota che leggermente imbranato si offre di aiutarlo. Tutta colpa di papà Christian che era troppo occupato per seguire il Manuale dell’Infanzia Felice. Mentre Dr. Jack pranza con Achara – per la cronaca si trova a Pukhet, Thailandia (!) – nota che la donzella riceve una busta misteriosa. Ha un dono, confessa lei. E glielo ribadisce anche quando lo va a trovare sulla palafitta per una delle tante notti di selvaggia e thailandese passione. Lo scettico e maniacale dottore è troppo incuriosito dal “dono”. Una sera segue Achara e dopo una serie di altrettanto misteriosi battibecchi scopre la verità. Achara è una tatuatrice-indovina: tatua alle persone la loro vera essenza. Lui vuole un tatuaggio. Lei non vuole farglielo perché avrà delle poco comprensibili e catastrofiche conseguenze. Lui insiste. Lei lo tatua con un uno scalpello (!??!?!!) dopo avergli dettocce è un leader, un uomo buono e, per questo, solo. Il giorno seguente in terra Tailandese tutti odiano Dr. Jack, soprattutto il fratello di Achara e i suoi compari. E lo picchiano a sangue. Perché? Colpa del “dono”? Fine flashback.
Dopo l’operazione a Ben, Dr. Sconforto viene fatto accomodare nella cella che una volta fu del buon Sawyer, nonché luogo dell’inattesa e intensa copulazione con Kate-la-donna-che-tutti-vogliono. Gli Altri hanno un gran senso dell’umorismo. La vecchia stanza di Jack è ora destinata a Sua Compassione Juliet, che è in un mare di guai per aver chiuso definitivamente la bocca all’intemperante e molesto Pickett.
Il buon capocondomino Tom porta un sandwich a Dr. Jack, ma lui fa lo sciopero della fame perché vuole solo i toast di Juliet. La Dea della Fertilità ricompare, liberata ma condannata, senza toast e sventolando sotto al naso del collega una foto dei punti di Ben che sono infetti. Che si fa? Jack non ha intenzione di lavorare…
Per risolvere la questione Juliet, viene chiamata un’alta autorità di Altrilandia, la “sceriffa” Isabel. La donna vuole far luce sull’accaduto e non vede l’ora di far saltare qualche testa. Tenta di interrogare Dr. Jack, lo provoca con la sua conoscenza del cinese e la passione per i tatuaggi, ma non ottiene altro che una strenua e improvvisa difesa di Juliet. Perché in fondo anche la bionda compassionevole, come Dr. Jack ha un solo desiderio: tornare a casa. E per riuscirci ha fatto un patto con il grande capo Ben.
Dopo aver schiacciato un pisolino Dr. Jack nota uno strano assembramento di persone davanti alla sua nuova residenza. Tra loro un volto noto: Cindy la hostess, che sembra lobotomizzata a dovere dalla Altri-terapia. Per lei va tutto bene è tutto normale. La bimba bionda che è con lei le sussurra qualcosa all’orecchio. Vuole sapere di Ana Lucia. Dr. Jack, sgomento, va su tutte le furie e manda tutti a quel paese.
Le visite alla gabbia medica sembrano non finire. È ora il turno della figlia ribelle Alex, che alquanto incazzata, chiede al Dottore perché ha operato il paparino. Vuole delle risposte, ma a fare le domande è Dr. Inquisizione che vuole sapere tutto di Juliet. Alex spiffera la verità sul guaio in cui la Dottoressa Bionda si è cacciata per salvare i suoi amici e la condanna a morte che pesa sulla sua bionda testolina e Jack le propone un patto. Se Ben – dal momento che è ancora più o meno vivo – è ancora il Capo in carica e può fermare l’esecuzione di Juliet lui gli sistemerà la ferita infetta.
Detto fatto. Juliet non morirà ma dovrà essere marchiata a fuoco (???!!!???) come un adultera costretta a portare la lettera scarlatta. Finito il processo tutta Altrilandia decide di far ritorno all’Isola Number One per ragioni di sicurezza. In fondo L’Isola Number Two è solo il luogo di lavoro. Prima imbarcano ben e The Doctor. La “sceriffa” rivela il significato del tatuaggio: “Cammina con noi ma non è uno di noi”. Dr. Jack risponde beffardo che è quello che c’è scritto ma non quello che significa. Poi sono tutti su una nave. Jack e Juliet sono sul ponte a guardare le stelle. Ma non c’è Celine Dion che canta il tema di Titanic.
Quanto alle avventure della famigliola in fuga, Papà Sawyer e Mamma kate continuano a rimbeccarsi e litigare nel bel mezzo delle acque tempestose che separano le due Isole dei Misteri. Prima perchè Sawyer fa un po’ troppo il padre padrone. Poi perché Calamity-Kate vuole tornare indietro a prendere Jack. Poi perché Sawyer vuole fermarsi per la notte. Poi perché hanno idee diverse su come consolare l’afflitto figliolo Carl che piange come un neonato perché non può stare con la sua Alex a dare nomi buffi alle costellazioni.
Papà Sawyer decide che sarà lui a consolare Carl, facendogli un discorsetto da uomo a uomo sulle donne: sono solo donne, lui lo sa perché ne ha avute tante, anche se a denti stretti ammette che a volte ce n’è una che ti fa venir voglia di dare nomi stupidi alle stelle. Il suo ritrovato romanticismo si spegne però con l’amara consapevolezza che Miss Austen si è concessa a lui nelle gabbie solo perché lo cedeva in punto di morte. Kate tace. E tutti, in silenzio, uscirono a guardar le stelle.
LOST



