
Siete usciti dal lavoro/università/corso di teatro e vi siete avviati fiduciosi verso la macchina/il motorino. Dopo i primi metri percorsi vi accorgete di essere rimasti a secco. Ninente panico, c’è il benzinaio all’angolo! Svoltate a destra e rimanete incastratati tra automobilisti inviperiti e clacson ululanti.
Dopo un ora e sedici arriva il vostro turno e la benzina è… finita. “Ma che non lo sa che c’è lo sciopero degli autotrasportatori?” dice il suddetto benzinaio. Umiliati e offesi vi lanciate nell’impresa di cercare un parcheggio. E dopo un’altra ora e sedici abbandonate la macchina e aspettate l’autobus. Che passa dopo quarantasei minuti…
Quando aprite la porta di casa e vi fiondate ad accendere la tv, c’è già il malvagio Bad Robot che vi dice: è troppo tardi!
S03E03 – Ulteriori Istruzioni
S03E04 – Ognuno pensi per sé
S03E03 – Ulteriori Istruzioni
Si apre un occhio, quello dell’ex-mistico Locke che si ritrova adagiato sul manto erboso della giungla fatata. è tutto pieno di abrasioni e non riesce a emettere. sarà perché la prima cosa che ha visto è il Satiro Desmond saltellare allegramente tra le frasche con le grazie al vento? Forse, ma è più probabile che sia l’effetto dell’implosione della Fu-Batcaverna. Si rimette in piedi e l’isola gli porge un altro segno per ritrovare la fede smarrita: il bastone di Don Eko.
Tornato in spiaggia comincia a montare una tenda sotto gli occhi di Claire e famiglia. Mamma Claire manda papà-acquisito Charlie a vedere cos’ha Nonno-Locke. Vistolo più rincoglionito del solito Charlie sfoggia tutto il suo humour anglosassone, cui Timothy Leary-Locke risponde con il suo ritrovato spirito mistico: deve parlare con l’isola e per farlo ha bisogno di una capanna sudorifera in cui andare liberamente in trip.
Flashback del giorno. Il buon Locke e il suo periodo hippie per capire se è un cacciatore o un contadino. Blues, pioggia e la strada deserta. Locke è alla guida di un pick-up quando decide di prendere a bordo l’apparentemente smarrito autostoppista Eddie. Più che reso ansioso dallo sconosciuto ospite sembra più preoccupato dell’agente di polizia che gli ispeziona il mezzo. I due arrivano alla comune dell’armonia e della felicità. mangiano, pregano, raccolgono frutti armoniosi e felici. Eddie fa domande. Locke crede sia perché lo ammira e vuole emularlo. Ma pitocca l’argomento scottante: cosa c’è dentro la serra blu? Locke divaga, Eddie s’incuriosisce. I capostipiti della comune della felicità s’incacchiano e se la prendono con il buon John perché Eddie è uno sbirro devono nascondere troppa ganja. E ora? Locke s’incacchia a sua volta con Eddie, che gli ribadisce che è meglio che fa il contadino perché non è un cacciatore. Sua ostinatezza Locke non è d’accordo. Fine Flashback.
Charlie, continuando a blaterare, aiuta Locke a “sudare”, rimanendo di guardia, mentre comincia lo show: Virgilio-Boone, accoglie Dante-Locke e gli offre un gironi carrozzella nel girone dei naufraghi dove la spiaggia diventa un aeroporto in cui Claire e Famiglia attendono il volo, Jin e Sun continuano a litigare in coreano, Hurley vende biglietti, Desmond il pilota cerca rilavorarsi un paio di hostess, Ben-Non-Henry è l’addetto al metal detector che controlla Dr. Jack e Sawyer e Kate flirtano e ri-flirtano. Dove è finito Mr. Eko? Per saperlo Virgilio Boone invita Dante-Locke a riparare ai suoi errori.
Il primo è quello di ritrovare Don Eko. Per farlo si va a fare una passeggiatina nella giungla dei misteri seguito da Ombra-Charlie che sta ancora ciarlando. Si materializzano segni premonitori: il crocifisso del pastore nigeriano, le macerie della batcaverna e l’orso polare che grugnisce e atterrisce. Si manifesta Hurley che tra il terrore e lo spavento, tenta di spiegare il triste destino dell’A-Team. Ma Locke viaggia a una velocità diversa e continua la sua missione seguito dall’hobbit chiacchierone.
Hurley, forse rimpiangendo il fatto che gli Altri lo hanno rispedito in quella gabbia di matti, sta quasi per avere un coccolone alla visione di Fratello-Desmond che saltella allegramente tra le frasche con le grazie al vento. Non riesce a guardarlo. Desmond gli chiede dei vestiti e lui gli presta la sua maglietta psichedelico-fai-da-te. Coperte le vergogne Frate Indovino spiega l’incidente della “chiave magica” e consola Coso de’ Cosi dicendo:”non c’è problema, fratello, ai nostri amici ci penserà Locke, lo ha detto nel suo discorso”. Sguardo interrogativo di Hurley.
Intanto Locke, di nuovo magicamente sobrio e sempre più petulante dopo la sua riappacificazione con l’Isola dei Misteri, continua a seguire tutti gli indizi e tra un esagono e una maceria s’imbatte in Don Eko, più morto che vivo. Charlie continua a chiedere chi ha visto nella capanna e Locke, sull’orlo di una crisi di nervi gli dice che ha visto il Fu-Boone. Charlie il saputella continua a fare il maestrino, ma Locke ha una missione più alta da compiere, portare Eko in spiaggia e ripararea tutti gli altri errori.
All’improvviso il colpo di coda del trip: Eko, come se prendesse il sole su una spiaggia tropicale, fa la sua ultima profezia: Locke salverà l’A-Team, ne è sicuro, perché John è un cacciatore! Locke, compiaciuto non si sa se perché qualcuno finalmente gli dà ragione o per il buon auspicio, riporta il prete nigeriano in spiaggia, dove tutti si affannano cercare l’invisibile Dr.Jack. Locke,ormai autoproclamatosi leader, impartisce ordini a tutti compresi due strani e ignoti figuri di cui nessuno ricorda l’esistenza: Paulo e Nikki. Chi erano costoro?
Locke finalmente pronuncia il suo discorso. Andrà a salvare i rapiti e li riporterà a casa. Sguardo interrogativo di Hurley che si volta a scrutare l’orizzonte, dove Frate Indovino Desmond lancia allegramente sassolini nell’Oceano. Deja-vu???
S03E04 – Ognuno pensi per sé
Alla spiaggia, Otelma-Desmond si offre di riparare il tetto della magione di Claire. Mammina e consorte declinano gentilmente l’offerta, non per ingratitudine, ma perché il tetto in questione non presenta traccia di falla. Picchiatello-Desmond si allontana serafico.
Ad Altrilandia, l’umore del prigioniero Jack viene tenuto alto grazie a massicce dosi di cartoni animati anni ’30 ma (lui, sì, ingrato) non apprezza e lo fa presente a madonnina addolorata-Juliet, che per tutta risposta decanta le lodi del perfetto sistema di democrazia egualitaria che vige in città. Il comizio è interrotto da Ben che la richiama all’ordine: c’è un’emergenza.
Alle gabbie, un amichevole scambio di battute fra Sawyer e simpatia-Pickett è troncato dalla medesima emergenza: hanno sparato a Colleen (che scopriamo essere compagna di Pickett). Kate empatizza, Sawyer invece gongola: arrivano i nostri! E, preso dall’entusiasmo, architetta un infallibile piano di evasione: allagamento della gabbia, folgorazione del primo altro che incauto toccherà le sbarre, e fulminea presa delle chiavi. Kate è ammirata, ma da brava eroina si preoccupa per Jack. “Io no. Ognuno pensi per sé”, taglia corto Individualismo-Sawyer.
Flashback del giorno. Sawyer Balboa in versione detenuto straccia il suo avversario in un incontro di boxe. Mentre torna in cella, s’imbatte in una rissa e chiede al suo vicino notizie sul nuovo litigioso arrivato: trattasi di tale Munson, uno che a guardarlo in faccia non gli daresti un euro, ma che pare abbia rubato al governo 10 milioni di dollari, ancora ben nascosti. Guizzo furbetto nell’occhio di Diabolik-Sawyer, che non perde tempo e va a guadagnarsi la fiducia di Munson dicendogli di stare attento a quel brutto ceffo del direttore, che sicuramente userà sua moglie per sapere dove sono nascosti i soldi. In sala visite, la signora Munson supplica il marito di rivelarle il nascondiglio, sotto lo sguardo l’avevo-detto-io di La-so-lunga Sawyer. Il nostro, intanto, riceve la visita di Cassidy, che come educazione comanda, porta un presente: la foto di una paffuta bambina che dice chiamarsi Clementine e essere il frutto dei suoi lombi. “Non mi somigghia pe gniente!” esclama lui prima di allontanarsi sdegnato. Qualche giorno dopo, Sawyer e Munson danno vita a una nota scenetta: Ti prego sawyer aiutami a spostare i soldi. Ma tu sei pazzo è pericoloso non lo faccio. Ma mia moglie ha assunto un detective. Che mi frega a me. Ma il direttore. Ho detto no. Ti prego. E va bene, giusto perché me lo chiedi per favore. Più tardi, Sawyer è al cospetto dell’arcigno direttore, a cui rivela l’agognato nascondiglio. In cambio avrà la libertà e una percentuale. Dove dobbiamo metterla? Chiede un professionale poliziotto. Aprite un conto a nome di Clementine Philips, risponde Cuore di babbo-Sawyer. Fine flashback.
Grande capo-Ben fa visita ai prigionieri. Sawyer si prepara a mettere in atto l’ingegnoso piano mentre Ben lo interroga su età, peso e altezza. Staranno mettendo a punto menu personalizzati? Ben il boss mette i piedi nella pozzanghera. Sawyer è trionfante ma Ben, che la sa più lunga di lui, è impassibile: ha staccato la corrente. E tanto per mettere in chiaro chi è che comanda, entra nella gabbia e lo tramortisce. Il nostro vessato eroe si risveglia legato a un tavolo da autopsia, circondato da un manipolo di loschi figuri, fra cui Ben e Tom che si lamentano del black out totale che ha colpito Altrilandia dopo il collasso della botola. Uno dei loschi figuri intanto estrae un minaccioso siringone e lo brandisce sul povero Sawyer, mentre il compare lo redarguisce: “Ma no, non così! Sullo sterno! Come nel film!”. Anche gli altri hanno visto Pulp Fiction?
Alla spiaggia, Dammi-ddu-numeri-che-me-li-gioco Desmond chiede in prestito una mazza da golf a Paulo (Paulo chi?) per costruire un parafulmine. A che servirà mai un parafulmine? Si chiedono i perplessi spiaggianti. E’ presto detto. Scoppia un temporale e il fulmine, invece di abbattersi sul tetto di Claire, cade sul rudimentale attrezzo. Claire e famiglia sono salvi, e Desmond considera l’idea di mettersi in affari con Wanna Marchi.
Sawyer si sveglia, ancora legato al tavolo. Ben entra armato di una gabbietta con coniglio, e inizia a scuoterla sotto gli occhi perplessi di Sawyer, e continua a scuoterla finché la bestiola ci rimane secca. Sawyer è sempre più perplesso, ma il buon Ben spiega: il suo peloso amico è morto perché aveva un pacemaker che gli avrebbe fatto scoppiare il cuore se i battiti fossero aumentati troppo, un pacemaker uguale a quello che è stato appena impiantato a Sawyer medesimo. Un pratico metodo per farlo stare calmino e fargli passare la voglia di giocare a Fuga da Alcatraz. Ben congeda l’ospite con la minaccia di riservare lo stesso trattamento a Kate se Sawyer le parlerà della faccenda, e con un simpatico gadget, il monitor cardiaco da polso uscito dall’uovo di pasqua Dharma che ti avvisa quando stai per morire.
Intanto, qualcuno sta per morire davvero: la povera Colleen è grave, e nemmeno l’intervento di superJack ci può. Colleen muore e Pickett reagisce a modo suo: va da Sawyer e lo sfrancigna di mazzate, smettendo soddisfatto solo quando una lacrimevole Kate ammette di amarlo (Sawyer, non PIckett).
Ora è il turno di Kate al piano-fuga. Novella Cita, si arrampica su per le sbarre e sguiscia fuori, incurante degli ammonimenti di Prudenza-Sawyer. Andiamo. No io resto và pure avanti tu. No da sola no. Si, se mi ami vai. L’ho detto solo per farlo smettere. Sguardi densi di significati (?) e Kate torna in gabbia. Ma no, che fai? Ognuno pensi per sé, è il Sawyer-slogan del giorno. Si vive insieme, si muore soli, risponde Kate, che non sfoggia grande fantasia per le frasi a effetto.
Tom e Ben si godono la scena in televisione (non avranno più collegamenti con l’esterno, ma a cosa gli serve Beautiful quando hanno questo?), poi passano a Canale Jack. Il dottore sta chiedendo a santarellina Juliet delucidazioni sulle radiografie di una colonna vertebrale con tumore esposte nella stanza accanto. E io, guarda caso, sono un chirurgo spinale. Chi sono venuto a salvare? Domanda Sagacia-Jack.
Stanco di guardare la tv, Ben esce a fare una passeggiata con Sawyer. Mentre scalano una cima, il mefistofelico omino rivela all’accompagnatore che la storia del pacemaker era una bufala, poi su una scogliera a picco sul mare, gli mostra qualcosa di molto interessante: qualche chilometro al largo si vede…l’Isola.



