
Odiate i lunedì…
Di lunedì dovete fare i conti con: stravizi del weekend, separazione di bianchi-colorati per lavatrice, bollette da pagare, stanze da pulire, spesa da fare, ore di sonno da recuperare, luoghi di lavoro (o di studio) in cui tornare e fantasma di Gandhi da evocare per evitare di fare una strage violenta ogni volta che qualcuno vi rivolge la parola.
E così il caos emotivo-esistenziale prende il sopravvento sul telecomando e Morfeo vi fa crollare alle 21.03, proprio mentre una voce dice: “Negli episodi precedenti…”
S03E01 – Storia di Due Città
S03E02 – La Ballerina di Vetro
S03E01 – Storia di Due Città
Inaspettatamente, l’episodio si apre con l’inquadratura di un occhio. La proprietaria dell’iride numero 3 è una bionda che mette un cd e si guarda allo specchio con fare vagamente pazzoide, al ritmo di Downtown di Petula Clark. Intanto, i muffin nel forno si bruciano. Gli ospiti che sta aspettando dovranno accontentarsi del caffè. Gli ospiti, scopriamo, sono i gioviali membri di un circolo di lettura. Mentre dibattono il valore dell’opera di Stephen King, la terra trema. Chi si rifugia sotto un tavolo, chi sotto la porta, chi scappa a gambe levate. La bionda esce di casa, tutti gli abitanti del villaggio escono di casa e alzano gli occhi al cielo. Un aereo si spacca a metà e precipita. Nel giardino della bionda ecco arrivare una vecchia conoscenza: l’omino un tempo conosciuto come Henry Gale. L’omino adesso conosciuto come il feroce capo degli Altri (per gli amici Ben) manda due scagnozzi (i compianti Ethan e Goodwin) a prendere informazioni sui superstiti.
Flashback del giorno: Jack pedina Sarah per sapere chi è il fedifrago che gliel’ha portata via. Jack litiga con Sarah perché lei non vuole dirgli come si chiama il fedifrago che gliel’ha portata via. Jack litiga con Christian perché crede che sia lui il fedifrago che gliel’ha portata via. Sarah paga la cauzione di Jack, finito in gattabuia per rissa all’anonima alcolisti (dove ha malmenato Christian, accusandolo di essere il fedifrago che gliel’ha portata via). Fuori dalla stazione di polizia, Sarah si allontana con un uomo, lasciando Jack a domandarsi se per caso non sia quello, il fedifrago che gliel’ha portata via. Fine flashback
Jack si sveglia in una cella metallizzata, si toglie un cerotto dal braccio, cerca di aprire la porta e si spetaccia contro un vetro evidentemente ben pulito. Kate si sveglia in uno spogliatoio. Tom, il capo-condomino, le dà il buongiorno e la invita a farsi una doccia.
Sawyer si sveglia in una gabbia zoologica. Quando si accorge di avere un vicino, un ragazzetto che occupa la gabbia dirimpetto, cerca da par suo di attaccare bottone, ma il poco socievole dirimpettaio lo ignora. Offeso, Sawyer esplora la sua gabbia, e preme ripetutamente un bottone, incurante della voce meccanica che gracchia “Attenzione! Attenzione!”, e delle diffide del timido dirimpettaio. All’ennesima pigiata, una scossa elettrica lo catapulta contro le sbarre. “Io te l’avevo detto!”, chiosa il petulante dirimpettaio.
Intanto, mentre Jack, speranzoso che la catena penzolante dal soffitto a cui è aggrappato apra una via di fuga, riceve la visita della placida Juliet, Kate esce dalla doccia e scopre che qualche buontempone le ha rubato i vestiti. Poco male, Tom le fa dono di un frivolo abitino a fiori prima di accompagnarla da Ben, assiso a un invitante tavolino da colazione per due vista mare. Il cordiale anfitrione fa accomodare Kate e le offre del caffè, previa richiesta di indossare un confortevole paio di manette. Quindi, col suo fare suadente, la informa che la aspettano due pessime settimane, ed è per questo che le sono stati offerti vestitino e colazione.
A portare la colazione a Jack, invece, ci pensa la sempre espressiva Juliet, che cerca di fare conversazione e convincere il sempre scettico Jack a fidarsi di lei.
Alle gabbie, colpo di testa del quieto dirimpettaio, che coinvolge Sawyer in un tentativo di fuga che costa a entrambi occhi neri e scosse elettriche.
Ma anche Jack non sta a guardare. Assalta la sua carceriera, venuta a portare del cibo, e la trascina fuori dalla cella minacciandola con un piatto rotto. In corridoio, fuggitivo e ostaggio incontrano l’onnipresente Ben, che non fa una piega quando l’impavido Jack riesce ad aprire la porta provocando un’inondazione. Ci pensa la solerte Juliet a evitare il disastro, chiudendo la porta, pigiando il bottone giallo delle emergenze e atterrando Jack con un destro niente male.
Alle gabbie, Sawyer scopre come fare a procurarsi del cibo: grazie alla soluzione di un pavloviano giochetto, si guadagna un succulento biscottino al pesce. Mentre se lo gusta arriva Kate, scortata dal solito Tom, che la sistema nella ex gabbia del dirimpettaio. Con gli occhi a cuoricino, Sawyer le offre il suo biscotto, e la sempre generosa kate, dimentica della colazione a base di fragole e champagne, si strafoga anche quello.
Intanto, Jack e monofaccia-Juliet fanno amicizia. Lei gli mostra un plico con dentro tutta la vita del doc, dalle pagelle dell’asilo al referto dell’autopsia di Christian. Lui lacrimevole chiede notizie di Sarah. Lei commossa gli dice che è felice. In corridoio, espressivo incontro fra Juliet e Ben: “Bel lavoro, Juliet” “Grazie, Ben”.
S03E02 – La Ballerina di Vetro
Flashback del giorno: Una dolce bimbetta coreana riduce in frantumi una preziosissima ballerina di vetro. Il sempre più terribile Mr. Kim la interroga, ma la mini-Sun mente spudoratamente. Terrorizzata da cotanto padre, raggio-di-sole-Sun fa della menzogna una via di fuga: mente a Jin, nascondendogli la liason con Tartufone-Jae, mente a Jae sul sogno americano. Morale della favola: Sun è una pessima bugiarda e una fedifraga pentita il cui onore deve essere salvato. Papà-boss dice a piccione viaggiatore Jin di mandare un “messaggio” a Jae, senza spiegarli il motivo dell’ambasciata. Ma l’ignaro coreano, senza sapere del suo onore macchiato, consiglia a Jae di lasciare il Paese in fretta e furia. Solo che, anziché prendere il primo aereo per gli States, Jae salta giù dalla finestra della sua lussuosa stanza d’albergo. E se invece qualcuno lo avesse spinto? Fine Flashback
La sempre allegra Sun è in preda a un misto di mal di mare e nausee mattutine, mentre Jin fissa il mare e Sayid-il-soldatino-coraggioso dipana le redini del suo piano. Perché il buon milite iracheno aveva un piano. Lo sapevamo. E non perché lo avesse urlato ai suoi compagni d’avventura l’impavido Dr. Jack prima di finire in un delfinario a fare lo sciopero della fame, sorvegliato dall’ambigua Nostra Signora del Muffin, aka Juliet.
Dal momento che l’allegra brigata partita a caccia degli Altri non ha dato cenno di risposta al segnale di fumo, Sayid passa in silenzio al piano B: sbarcare e accendere un altro fuoco. Jin-il-paparino-petulante ancora non è arrivato al capitolo “linguaggio del corpo” nella sua grammatica Coreano-Inglese, ma Sun-la-sa-lunga sente puzza di bruciato. Affronta Sayid e si fa spifferare tutto. Con buona probabilità Jack & Co sono spacciati, quindi meglio attirare gli Altri in trappola. Sayid chiede a Sun di mentire a Jin. Ma a quanto pare Jin-san si è anticipato i compiti a casa e non comprende la situazione. Insieme a Sayid fa i preparativi, mentre Sun viene mandata in barca.
Nel quartier generale di Altrilandia, Ben non sembra entusiasta dei pranzetti a domicilio confezionati da Juliet per Gandhi-Dr. Jack. La storia de “il pranzo è servito” causa un enigmatico dibattito a triplo senso presto interrotto dall’entrata della ragazza immagine degli Altri, Colleen, che – non si sa perché – ridurrebbe volentieri Juliet a una manciata di muffin bruciati. Ragazza-acidella Colleen spiffera a Ben dettagli sulla barca in avvicinamento e Grande Capo Ben ordina una contro-missione per eliminarla.
Nelle ariose gabbie, Tarzan-Sawyer gioca con i biscotti dell’Orso Yogi mentre McGyver-Kate pianifica la fuga. Ben osserva le sue cavie dalla stazione video del quartier generale. Poi ordina l’applicazione della legge del contrappasso (che abbia letto Dante?): Fustacchione-Sawyer e Wonder-Kate – altrimenti noti come gli assassini dell’allegra brigata del volo Oceanic 815 – vengono messi a spaccare pietre per un’ignota opera monumentale (le Piramidi?). Tra una picconata e l’altra Sawyer butta l’occhio malandrino sulle grazie di “Lentiggini”che continuano a sfuggire dal vestitino elegante made in Altrilandia. Kate è distratta da tale Alex che chiede di tale Carl, e con i suoi superpoteri subito capisce che la brunetta – tra l’altro, proprietaria del vestito – è la figlia della picchiatella francese.
Forse per mancanza di una doccia fredda a disposizione, lascia emergere il suo spirito proletario e si oppone allo sfruttamento della forza-lavoro con un gesto di sfida verso Nostra Signora dei Muffin che gli porta da bere. Poi nota che Kate è stremata va a salvarla a modo suo: infilandole tre metri di lingua in bocca. Magari spera che da cosa nasce cosa. Ma non ha fatto i conti con i cattivoni della situazione: per far capire chi comanda, Calamity-Juliet punta una pistola alla tempia di Kate e Sawyer è costretto ad arrendersi. Alla rivoluzione penserà domani.
Al porticciolo, barca incrocia barca, equipaggio incontra equipaggio, Team B degli Altri cerca Team B degli spiaggiati. Bum, bang, splash. Sun è sempre sulla barca, se dovesse avere qualche attacco di nausea il bagno è a disposizione. Colleen la sorprende e la mette alle corde con i soliti, accurati discorsi da Manuale degli Altri. Ma la sempre allegra Sun aveva preso lezioni private dalla fu Rambo-Ana-Lucia,e senza indugi riduce un colabrodo la biondina slavata. I tre moschettieri si riuniscono e i futuri genitori si abbracciano.
Ben va a fare visita a Dr. Jack. Tra un bla bla bla e un altro, cominciano le presentazioni. L’uomo-precendentemente-conosciuto-come-Henry-Gale si chiama in realtà Benjamin Linus e vive da sempre sull’isola misteriosa. Dr. Jack non sembra interessato. Allora Ben fa entrare il capo-condomino, ora noto come Tom, con un televisore. Dice a Jack che se collabora lo fa tornare a casa. Davanti allo scetticismo dell’illustre neurochirurgo, Ben sfodera l’arma segreta: i Red Sox hanno vinto le World Series. Sbigottimento, tanto sbigottimento e sorrisi isterici. Ben batte Christian Shepard 1-0? Forse si, forse no…
LOST



