“Spiderpork, Spiderpork, il soffitto tu mi sporc. Tu mi balli sulla test, e mi macchi tutto il rest. Tu qua, ti amo Spider-pork!”
Confessate…
Anche voi avete preso il vostro pupazzetto preferito, vostro fratello-nipote-figlio o il vostro cucciolo domestico e ci avete provato! Beh, siete in buona compagnia. La Spider-Pork mania impazza e strapazza. E ovviamente spezza in due l’obrellino di Rihanna!
Prima c’è stato “I Simpson e la filosofia”, e adesso questo. Pare che i nostri figli nell’ora di filosofia saranno interrogati anche sulla corrente del Politicallyuncorrettismo. Beati loro.
“Lo dici perchè non sei tu quello che deve passare i prossimi quattro anni in questo buco nel muro dimenticato da Dio!”
… e stavolta non è colpa di Un Medico Tra gli Orsi.
Ma di Sean Penn e della sua ultima “fatica” cinematografica Into The Wild. Di Jon Krakauer, autore del romanzo (omonimo) da cui il film è tratto. E soprattutto di Eddie Vedder. Che ha elegantemente deciso che il suo primo “album solista” dovesse essere la colonna sonora di un film, risollevando le speranze di chi, come il 50 % di questo blog, vedeva utile come il sequel di Grease l’opera prima del frontman dei Pearl Jam.
E che colonna sonora. Chi volesse un assaggio, si precipiti sul sito ufficiale del film e lanci il Music Player. Ma attenzione, l’ascolto prolungato, oltre alla dipendenza, causa l’irrefrenabile impulso di preparare i bagagli e fare l’autostop fino a Fairbanks.
“Voi fate sogni ambiziosi, successo, fama, ma queste cose costano, ed è esattamente qui che si incomincia a pagare, col sudore!”
La colpa è di Rai 3. E non per i motivi che da anni va ripetendo il nostro Silvione nazionale. Ma per aver estratto dal cilindro, ancora una volta, la serie cult della nostra ormai defunta gioventù. Ah, che emozione imbattersi per caso nella riedizione dell’Otello, nelle liti tra l’acidina Coco e la candida Julie, nelle piroette di Leroy e nelle divagazioni mentali di Doris.
E che dolore scoprire che tutte quelle audiocassette (si, audiocassette, c’è qualcosa di strano?) religiosamente registrate, episodio dopo episodio, zittendo con il piglio di un genereale dei Carabinieri tutti i commensali, erano tragicamente rimaste vittime dell’anticiclone delle Azzorre che negli anni si è puntualmente abbattuto su stanze e soffitte…
Ma la gioia, la vera gioia, è aver scoperto che la nostalgia-canaglia-che-ti-prende-anche-quuando-non-vuoi (Al Bano docet) ha trovato conforto nel web, dove “Saranno Famosi” non è sempre sinonimo di De-Filippi-Show, e dove ci sono “oasi di pace” come questa e questa. Con tanto di canzoni ed episodi trascritti parola per parola!
Adesso non resta che andare a prendere gli scaldamuscoli…